Il governo Berlusconi si trova ad affrontare una nuova crisi di credibilità della politica, una nuova ondata di malaffare e corruzione.Cosa sta succedendo realmente?
 
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Vittorio Feltri, fondatore di "Libero" e neo-direttore de "Il Giornale", al centro del dibattito politico e sull'informazione. Scalfari lo accusa di aver pianificato con Silvio Berlusconi gli attacchi ai suoi nemici: da Dino Boffo, "fatto dimettere" da "l'Avvenire", al più recente attacco a Gianfranco Fini. A noi però interessa esaminare le bugie messe in campo dai protagonisti della vicenda...

Vittorio Feltri. Per chi non lo sapesse, è uno dei principali esponenti del "giornalismo di destra" nostrano. Direttore de "Il Giornale" dopo Montanelli e fino al 1997, fonda il quotidiano "Libero" e lo dirige fino a luglio dell'anno corrente, per poi tornare a "Il Giornale", subentrando nel ruolo dirigenziale a Mario Giordano.

Il caso Boffo. Feltri inizia subito col botto: il 28 agosto, "Il Giornale" pubblica in prima pagina le "rivelazioni" su Dino Boffo, accusandolo di ipocrita moralismo. Dino Boffo, infatti, ha patteggiato una condanna per molestie. Tali molestie, direbbe un'informativa giudiziaria acclusa al decreto di condanna, consistono in molestie telefoniche alla moglie di un presunto amante del Boffo, che sarebbe stato schedato e ben noto alla Polizia in quanto omosessuale. "Il Giornale" dice una verità e una bugia. Dino Boffo ha davvero pagato una multa per estinguere il reato, per non andare in causa con la donna. Ma la Procura di Terni spiega chiaramente che non esiste alcuna "informativa giudiziaria" che parli delle inclinazioni sessuali di Boffo - fatto che oltretutto sarebbe alquanto grave - da quando in qua la Polizia scheda gli omosessuali? Vittorio Feltri pubblica il 31 agosto in prima pagina la fotocopia del documento da cui risulta che Boffo ha pagato la multa di 516 euro; ma, pur se ne viene richiesto, non pubblicherà mai l'immagine del documento che pure aveva citato falsamente come informativa giudiziaria e su cui aveva basato il grosso del suo assunto.

Non solo: il Corriere della Sera pubblica a sua volta il testo di una velina anonima che gli era giunta due mesi prima, e che coincide straordinariamente con il testo fornito da Libero. E che anche i vescovi italiani affermano di avere ricevuto circa nello stesso periodo. Voci anonime che, ricordiamolo, puntano il dito sulla presunta omosessualità di Boffo - sta solo qui la differenza rispetto al casellario giudiziario. Una differenza che però rappresenta un chiaro tentativo, da parte dell'anonimo "informatore" di Feltri, di speculare sulla condanna appiccicandole una palese menzogna (o comunque, palese se solo Feltri si fosse degnato di verificarla). Feltri scrive:

Naturalmente ci sarebbe parecchio da discutere sul fatto che in Italia si possa ancora "accusare" qualcuno di essere omosessuale; nel caso specifico, un "servitore della Chiesa", in prima linea contro certi riconoscimenti di diritti alla comunità omosessuale, che dovesse risultare omosessuale, verrebbe pesantemente screditato. In ogni caso su questo la Procura di Terni sbugiarda Feltri clamorosamente: nel presentare alla stampa il decreto di condanna, infatti, specifica che

Non solo: si tratta del compagno e non del marito della donna, che si scopre essere una ragazza che all'epoca dei fatti aveva 22 anni.

Nei giorni successivi, su "Il Giornale" si farà semplicemente finta di non aver mai nominato l'omosessualità di Boffo, ribadendo che "Il Giornale" ha sempre e solo detto la verità sul caso. Perché non pubblicare una smentita? Perché non ammettere di avere pubblicato un documento senza prima verificarlo? Perché non ammettere di aver fatto un errore, se Feltri e "Il Giornale" sono in buonafede?

L'intervento di Scalfari. Nel dibattito entra a piè pari Eugenio Scalfari, noto per essere il fondatore de "la Repubblica", che scrive proprio sul "suo" giornale, il 30 agosto:

E' vero che Feltri e Berlusconi hanno messo in piedi una strategia di assassinio politico? E cos'altro avrebbero potuto fare insieme, per un'ora a Palazzo Grazioli?, insinua Scalfari. Ma Vittorio Feltri replica sdegnato:

Tecniche di disinformazione. Per scoprire chi ha ragione, ci dedichiamo alla lettura di tutti gli articoli di Vittorio Feltri a partire da quello col quale annuncia, a sorpresa, di lasciare la direzione di Libero per Il Giornale. L'articolo non è disponibile sulla webpage di Libero, ma lo abbiamo recuperato da un sito internet. Non vi si trova alcuna menzione del presunto incontro. Andiamo allora a leggere tutti gli editoriali de "il Giornale" scritti da Feltri prima dell'esternazione di Scalfari. Non se ne trova traccia neppure lì. Ma Feltri ha partecipato come ospite alla serie di incontri "CortinaIncontra", nel quale gli hanno chiesto dettagli del suo passaggio a "il Giornale". Forse Scalfari ricorda male, e Feltri ha detto qualcosa a Cortina? Ci siamo procurati il video integrale dell'incontro con Feltri e Mughini: non c'è traccia del colloquio di un'ora a Palazzo Chigi. Notiamo quindi come Scalfari faccia una serie di illazioni su Vittorio Feltri e il "mandato killer" avuto da Berlusconi. Non ci sarebbe nulla di male a fare speculazioni: a ognuno è consentito fare le proprie. Ma non è un buon esempio di deontologia professionale inventarsi che sia stato Feltri stesso a raccontare, perfino scrivendone, cose che le confermino. Scalfari sa benissimo che i lettori di Repubblica non leggeranno mai la smentita di Feltri; e anche se la leggessero, crederebbero a Scalfari senza prendersi la briga di verificare. Volendo essere benevoli, qualcuno ha raccontato a Scalfari di un articolo; e il vecchio giornalista, invece di verificare di persona come sarebbe il caso, ha creduto alla falsa informazione e l'ha pubblicata senza verificare, come sarebbe stato suo dovere.

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Fonti:

1) Una trascrizione parziale dell'intervento di Feltri a CortinaIncontra, laddove gli viene chiesto quando ha incontrato Berlusconi per riceverne il mandato di direttore al Giornale e di cosa hanno parlato:

Domanda: Quand'è l'ultima volta che hai sentito Berlusconi?
Risposta: L'ho visto una decina di giorni dopo il ballottaggio (21 giugno, ndr), l'ho incontrato, abbiamo fatto due chiacchiere, [...] chiedeva sempre quando torna al Giornale, però non si era mai discusso in modo organico di tutto questo, invece la sera decisiva in cui l'ho incontrato mi ha fatto una proposta molto seria e quindi non ho saputo resistere [...] Però gli ho ricordato una cosa, a Berlusconi, che già varie volte gli avevo detto, che io non sono berlusconiano e che lui invece è feltriano e lui mi ha detto [...] a me interessa soprattutto che il Giornale torni a essere quello che era, un quotidiano importante con un bilancio sano, non come quello di adesso, [...] Perché ho accettato nonostante la situazione un po' drammatica del Giornale [...] I bilanci [...] 22 milioni di euro di passivo ogni anno, vedete voi se la situazione è semplice, quindi non vado come si pensa a fare il pascià ma a risanare, se ci riuscirò, una situazione complicata [...] è uno dei pochissimi, Libero, dei quotidiani italiani che ha un bilancio in ordine [...] Non solo, è un giornale che non ha debiti, che non ha mai avuto debiti, che si è sempre autofinanziato tranne il primo anno, e quell'anno furono decisivi gli Angelucci [...] Dopo tanti anni il giornale è cresciuto, è cresciuta la pubblicità [...] per cui non lascio una barchetta alla deriva [...]

L'intervento completo è disponibile qui: http://www.radioradicale.it/scheda/285474/cortina-incontra-estate-2009-dibattito-attenti-a-quei-due

2) L'editoriale de "Il Giornale" del 29 agosto in cui Feltri accusa Boffo: http://blog.panorama.it/italia/2009/09/04/boffo-e-il-pasticciaccio-brutto-di-terni-da-piccolo-scandalo-di-provincia-a-caso-nazionale/

L'articolo che accusa Boffo è presente in prima pagina su "Il Giornale" del giorno precedente.

3) La replica di Boffo a Feltri, da "Avvenire" del 30 agosto:

http://www.avvenire.it/Lettere/boffo+feltri_200908300617275930000.htm

4) L'intervento di Eugenio Scalfari il 30 agosto: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/08/30/le-convulse-giornate-della-perdonanza.html

5) Feltri replica a Scalfari il 31 agosto: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=378651&START=0&2col=

6) La citazione della Procura di Terni che spiega come le telefonate concernessero i rapporti sessuali tra la ragazza e il fidanzato, e non tra Boffo e il "marito" della ragazza, su "Il Messaggero" e "la Repubblica".

http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=21466&sez=HOME_INITALIA&npl=&desc_sez=

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/09/02/il-gip-svela-la-condanna-ma-il.html

Come si può vedere, uno scan parziale del documento della Procura, pubblicato su tutti i giornali nazionali, originariamente da "Il Giornale", è presente nel nostro articolo soprastante.

7) Panorama fornisce altre informazioni sulla ragazza e sulla sua famiglia: http://blog.panorama.it/italia/2009/09/04/boffo-e-il-pasticciaccio-brutto-di-terni-da-piccolo-scandalo-di-provincia-a-caso-nazionale/

8) Avvenire riporta che anche ai vescovi era giunta la velina anonima:  http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/08/31/la-velina-anonima-arrivo-tutti-vescovi.html

  • pinin
    Torno su questo articolo un po' datato per segnalare delle dichiarazioni rilasciate da Feltri ai colleghi di avvenire

    http://www.avvenire.it/Cronaca/feltri%20ammette%20false%20le%20accuse%20a%20Boffo_200912040807366970000.htm
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Ultimo aggiornamento (Martedì 22 Settembre 2009 13:49)

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