Concludiamo la nostra analisi del voto ai partiti nelle Regionali studiando il caso della Calabria. Caso unico in Italia, l'affluenza dal 2009 al 2010 è cresciuta di quasi quattro punti percentuali (e circa 130'000 schede valide e non bianche in più). Evidente la crescita della coalizione di centrodestra, che passa da 452'000 a 614'000 voti circa. Loiero, candidato di centrosinistra e governatore uscente, prende invece 16'000 voti in meno della sua coalizione, presumibilmente tutti passati a favore del candidato Callipo (IDV+Radicali).
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In Basilicata il dato più significativo è il crollo della coalizione di centrodestra rispetto all'aumento di voti della coalizione di centrosinistra. In un solo anno, +26'000 voti ai partiti di centrosinistra (l'UDC resta praticamente uguale, per quanto sia entrata a far parte della coalizione di governo), -20'000 voti al centrodestra. Significativo anche il fatto che De Filippo, il governatore di centrosinistra rieletto, abbia preso 14'000 voti in meno della sua coalizione.
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Mai come nel caso della Puglia è importante esaminare i dati nella giusta luce. Si è parlato di trionfo di Nichi Vendola, candidato, ancora una volta outsider, del centrosinistra, anche se in effetti Vendola ha davvero potuto vincere solo grazie alle divisioni nel centrodestra. I voti per Vendola sono ammontati a 1'036'638, circa cinquantamila in meno della somma di 1'084'960 dei voti dei candidati Rocco Palese (PDL) e Adriana Poli Bortone (UDC, IoSud e MPA). Indipendentemente da questo, il confronto fra i dati del 2009 e quelli del 2010 mostra un successo clamoroso della coalizione di centrosinistra.
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Come nel Lazio, anche in Campania l'astensione non è aumentata significativamente: alle regionali del 2005 l'affluenza era del 67,69%, alle europee del 2009 del 63,9% e a queste regionali del 62,96%. Interessante notare come Caldoro abbia conseguito circa 30'000 voti in meno rispetto ai partiti della sua coalizione. Le perdite di voti del PD (circa 60'000 voti) sono ampiamente compensate guardando al voto a De Luca rispetto al voto delle liste correlate (quasi 200'000 voti in più). Italia dei Valori paga il supporto a De Luca con la perdita di 70'000 voti non imputabili solo alla presenza del candidato di Grillo (il movimento Cinquestelle prende circa 37'000 voti), eppure non così imponente come si sarebbe potuto pensare. Significativo l'aumento di 20'000 voti dell'UDC, così come il crollo di 60'000 voti di FdS. Eccellente risultato quello dei partitini di destra (Destra, MPA, AdC) che raddoppiano i loro voti.
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Uno dei dati più interessanti della regione Lazio è quello sull'affluenza. Si è accusato lo scandalo Marrazzo e la vicenda delle liste elettorali che riguardarono la Polverini e il PDL come i principali artefici del crollo dell'affluenza, passata dal 72,67% del 2005 al 60,89% di quest'anno. Eppure, se si confronta il dato delle regionali del 2010 con il 63,1% di affluenza delle europee del 2009 possiamo notare come i due dati siano quasi identici, a testimoniare di una disaffezione verso la politica maturata ben prima degli scandali in regione.
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