Era stato il primo di quella lunga serie di provvedimenti in tema di giustizia denominati "pacchetti sicurezza", elaborato sull'onda di una crescente attenzione verso i crimini cosiddetti comuni, commessi in particolar modo da minoranze etniche.
Il pacchetto anti-crimine sorto su quell'onda oggi perde un pezzo: il 5 luglio scorso la Corte Costituzionale ha proclamato, attraverso sentenza numero 249, la piena incostituzionalità della nuova aggravante di clandestinità.
Il 13 luglio, a Trieste, è stato inaugurata la nuova sede della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA), uno dei luoghi di eccellenza della ricerca scientifica italiana. L'inaugurazione della nuova Sissa si è svolta in un'atmosfera molto serena, con la presenza di Napolitano e l'assenza della ministra Gelmini. Sono interessanti entrambe.
Una piazza gremita a Roma, il ripristino dell'immunità totale per i membri del governo al Senato, una serie di menzogne da parte del Presidente della Camera. E' attorno a questi tre elementi che si gioca la partita della libertà d'informazione, della giustizia e dell'uguaglianza tra i cittadini.
In una perfetta coordinazione tra le due Commissioni, la maggioranza parlamentare si appresta ad estendere ulteriormente la maglie dell'immunità che il Lodo Gasparri-Quagliarello (altrimenti noto come Lodo Alfano Costituzionale) garantisce a Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio e Ministri.
La Corte d'Appello di Palermo ha condannato il Senatore del PDL Marcello Dell'Utri a 7 anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa.
La sentenza, stando a quanto enunciato nelle 17 righe che la compongono, costruisce un vero spartiacque tra la condotta seguita dal cofondatore di Forza Italia e patron di Publitalia fino al 1992, intrisa di rapporti continuativi con boss mafiosi del calibro di Stefano Bontate, Mimmo Teresi e Gaetano Cinà e caratterizzata dal suo ruolo di mediatore tra l'impero Fininvest e quello di Cosa Nostra (tra cui si colloca l'impiego del boss mafioso Vittorio Mangano ad Arcore in forma di "garante"), e gli anni successivi, in particolar modo nell'era di Forza Italia e delle Stragi di mafia, in cui nessun elemento sembrerebbe comprovare il perdurare del legame politico-mafioso incernierato nella figura di Marcello Dell'Utri.
La lettura del deposito della sentenza, che avverrà nelle prossime settimane, sarà fondamentale per comprendere il peso attribuito dai giudici di Palermo alla testimonianza del pentito Gaspare Spatuzza (consolidata in buona parte dalle rivelazioni di Massimo Ciancimino, escluse però dal processo Dell'Utri su decisione della stessa Corte), e, di conseguenza, alla presunta trattativa Stato-Mafia nell'era post-DC.
Ad oggi, l'unico dato di fatto resta la condanna a 7 anni per un Senatore della Repubblica, co-fondatore del più grande partito del paese. Ma non è questo che appare dalla visione dei principali tg nazionali.
Il 9 giugno la Corte Costituzionale accoglie il ricorso delle regioni contro la legge sull'energia varata dal governo: un serio ostacolo alla politica nucleare del governo. Il 23 giugno la notizia che ha rovesciato gli umori e ha fornito nuova linfa vitale al governo e ai sostenitori del nucleare: il ricorso presentato da ben 10 regioni contro la legge 99 del 23 luglio 2009 che dà il primo via libera alla costruzione di centrali nucleari su suolo italiano è stato bocciato dalla Corte Costituzionale. Ma allora, quale sarà il futuro del nucleare in Italia?