Silvio Berlusconi a Porta a Porta martedì 15 settembre. Abbiamo passato al microscopio la trasmissione e segnalato una per una le inesattezze del premier sulla questione abruzzese. Otto punti controversi, contestati con i dati e i documenti alla mano.
Uno spettacolo "imperdibile" quello consumatosi martedì 15 settembre negli studi televisivi di Porta a Porta. La puntata esclusiva dedicata al "trionfo aquilano" del premier Silvio Berlusconi è stata in grado di monopolizzare l'attenzione dei media nei giorni scorsi ed altresì di comportare lo slittamento di due trasmissioni in programma per la stessa fascia oraria: Ballarò su Raitre e Matrix su Canale 5.
La trasmissione ha fornito l'occasione per parlare di tutto: l'inaugurazione di Onna, i rapporti di amore-odio con Gianfranco Fini, gli scontri politici con l'UDC di Casini, De Gasperi versus Berlusconi, "le tasse della minoranza comunista", il problema dell'informazione in Italia.
Si è parlato di tutto tranne che dell'Aquila, dei fondi stanziati dallo Stato per la ricostruzione, della sistemazione della popolazione aquilana che non godrà della lotteria delle C.A.S.E., delle tasse che gli aquilani pagheranno con tanto di arretrati dal primo gennaio, dei soldi sottratti al "bonus famiglia" per finanziare l'emergenza, delle responsabilità politiche (sempre più emergenti) sull'incuria a danno degli edifici strategici del paese, delle accuse alla Commissione "Grandi Rischi".
Su L'Aquila, all'atto pratico, si è detto ben poco. E quel poco è stato farcito, arricchito e aggraziato da una sequela interminabile di informazioni false.
Minuto 5:56.
Silvio Berlusconi: "Era proprio ad Onna che noi volevamo si ricominciasse a guardare al futuro con speranza, riprendendo una nuova vita. Abbiamo deciso quindi di dare la precedenza a questo villaggio".
Era davvero forte la volontà del governo di far ripartire tutto proprio da Onna, tant'è che il 17 maggio gli abitanti del piccolo paesino martoriato scoprivano che il governo e la Protezione Civile avevano deciso tassativamente di non aprire nessun cantiere ad Onna. I cittadini avrebbero dovuto prendere posto negli anni a seguire negli alberghi e negli edifici del piano CASE, lontano dalle loro case (o da ciò che ne rimaneva).
Solo dopo numerose ed accorate proteste, sostenute peraltro dagli enti locali, la Croce Rossa e la Provincia Autonoma di Trento si sono fatte avanti per presentare il progetto delle villette in legno inaugurate ieri. Un progetto che il vice di Bertolaso, Bernardo De Bernardinis, alla fine, si è trovato costretto ad approvare.
Minuto 9:40.
Silvio Berlusconi: "...per completare il tutto entro la fine di novembre, i primi di dicembre. Il totale di persone sfollate che saranno sotto un tetto con una villa o un appartamento completamente arredati e dotati di tutti i comfort alla fine saranno 34/35 mila".
Il piano C.A.S.E. ed il piano M.A.P. (i moduli abitativi in legno) presentati e resi operativi da Governo e Protezione Civile garantiscono una sistemazione per fine anno complessivamente per 21 mila persone. 14 mila persone in meno di quelle dichiarate dal premier, che invece, allo stato attuale delle cose, dovranno vivere per molti mesi (o più probabilmente per alcuni anni) negli alberghi dell'intera regione. Niente ville o appartamenti arredati.
Minuto 15:04.
Bruno Vespa: "Un parlamentare serio come Anna Finocchiaro, capogruppo del Partito Democratico al Senato, ci ha invitato a stare ai fatti. Lei (Berlusconi, ndr) ha dato questi numeri come fatti. Lei ha detto che entro la fine dell'anno circa 30 mila persone entreranno in case come queste (ovvero MAP e CASE, ndr). Lei lo conferma?"
Silvio Berlusconi: "Assolutamente".
Si ribadisce un dato di fatto falso.
Minuto 17:23.
Bruno Vespa: "Lei (Guido Bertolaso, ndr) ha agiunto che con la fine dell'anno lei cesserà il suo compito. Questo significa che con la fine dell'anno l'emergenza sarà finita. Questo significa che nessuno starà più fuori di una casa?"
Guido Bertolaso: "Esattamente!"
Bruno vespa: "O ci sarà ancora gente negli alberghi?"
Guido Bertolaso: "Potrà anche essere"
In altre parole secondo il premier tutti i cittadini avranno a disposizione una villa (tecnicamente una casa in legno del piano MAP) o un condominio dove vivere (tecnicamente un edificio in cemento armato del piano CASE). Secondo Bertolaso, invece, ci saranno persone che nel 2010 potrebbero restare in albergo. Una condizione di insufficienza abitativa comprovata dalla esigua sistemazione fornita dai piani CASE e MAP.
Minuto 22:52.
Bruno Vespa, rivolto ai rappresentanti della Provincia e della Protezione Civile di Trento: "Per costruire le case avete impiegato 4 mesi. Per costruire il nostro asilo ne avete impiegati 2. Credo sia un record assoluto..."
Silvio Berlusconi: "Significa che è stato trovato un nuovo metodo di portare avanti i lavori di costruzione".
Ovverosia decidere di non costruire nulla e dare il nulla osta alla costruzione solo quando si è dato vita ad un progetto autonomo preparato da Croce Rossa e Provincia di Trento ed in seguito alle proteste degli abitanti.
Minuto 32:09.
Silvio Berlusconi: "In Umbria e Marche tutti gli interventi sono risultati incomprensibilmente più lunghi di quanto previsto..."
Bruno Vespa: "Però alla fine hanno ricostruito lì..."
Silvio Berlusconi: "Sì, con 4/5 anni di ritardo rispetto ai tempi di oggi che abbiamo imposto e che stiamo realizzando".
Non è possibile fare un solo paragone sui tempi reali, dal momento che a L'Aquila la fase di ricostruzione non è assolutamente partita. Le abitazioni in costruzione sono la scelta fatta dal governo in alternativa alle case in legno e alle case mobili.
L'unico paragone che possiamo fare è sui soldi stanziati e sui tempi previsti: in Umbria e Marche furono stanziati per la ricostruzione privata 3,5 miliardi. 10 anni di tempo. 20 mila sfollati.
L'Aquila vede destinarsi 3,1 miliardi. 23 anni di tempo. 60 mila sfollati.
Minuto 39:20.
Silvio Berlusconi: "Per tutta L'Aquila per la ricostruzione saranno necessari 5/10 anni".
La legge sulla "Ricostruzione post-terremoto" prevede una tempistica di stanziamento dei fondi pari a 23 anni, non 10. Per di più, come il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente ha ricordato, gli assegni mensili di 20 milioni di euro sono stati già decurtati a 10 milioni. Stiamo parlando, per chi non lo sapesse, dei fondi mensili "girati" al Comune di L'Aquila dal governo per la gestione della ricostruzione. Tale fatto è stato anche confermato da Berlusconi in seguito.
Minuto 1:20:09.
Bruno Vespa: "Il fatto che per la prima volta vengono date case in tempi così rapidi è un fatto eccezionale".
Sono trascorsi 162 giorni dal sisma da quando i primi fortunati hanno potuto mettere piede nelle prime case in legno.
Per il terremoto in Irpinia (celebre per la disorganizzazione e le speculazioni che gravitarono sulla ricostruzione) le prime case in legno furono consegnate 122 giorni dopo il sisma. Ed erano 50 più di quelle consegnate ieri, come ricorda bene Antonello Caporale su Repubblica.
Peccato non aver dato il via alla costruzione di case in legno e case mobili sin dal principio, al posto dei C.A.S.E. Ora il governo avrebbe potuto fregiarsi realmente di un primato assoluto di qualità.
Fonti:
Onna, niente casette di legno. Esplode la rabbia degli abitanti, di Giustino Parisse (Il Centro)
http://ilcentro.gelocal.it/dettaglio/articolo/1634925?edizione=EdRegionale
Protezione civile - Speciale Abruzzo: soluzioni per riabitare
http://www.protezionecivile.it/cms/view.php?dir_pk=395&cms_pk=16038
Terremoto: all'epoca dell'Irpinia le case furono consegnate prima
http://www.repubblica.it/2006/a/rubriche/piccolaitalia/bluff-bertolaso/bluff-bertolaso.html
Osservatorio sulla ricostruzione in Umbria
http://www.osservatorioricostruzione.regione.umbria.it/canale.asp?id=22
Decreto Legge 28 aprile 2009, n. 39
http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=44657


