L'11 gennaio 2011, nello scalo industriale di Porto Torres una perdita scarica in mare 18'000 litri di olio combustibile, che invadono decine di chilometri di costa, dalla marina di Sorso fino a Castelsardo, in una zona attualmente interdetta. Il 18 gennaio un nuovo incidente produce la dispersione di centinaia di litri di acque contaminate.
Responsabile è la compagnia energetica multinazionale tedesca E. ON.
L'attenzione dei grandi giornali nazionali è praticamente pari allo zero.
Secondo un'agenzia dell'Ansa del 14 gennaio, "[l]a Procura della Repubblica di Sassari ha aperto un'inchiesta per stabilire le cause e le eventuali responsabilita' della perdita in mare di migliaia di litri di olio combustibile avvenuta tre giorni fa nello scalo industriale di Porto Torres. Un 'marea nera' che invaso decine di chilometri di costa nel sassarese, ora interdetti. L'ipotesi di reato e' di disastro ambientale, ma al momento non ci sarebbero indagati."
Pare che le responsabilità nell'incidente siano da addebitare alla E.ON., che stava travasando il combustibile per la centrale di Fiume Santo, una centrale termoelettrica situata nel comune di Sassari e gestita proprio dalla multinazionale tedesca. La "sconosciuta" E.ON. è fra le più grande compagnie energetiche del mondo: gestisce società energetiche in oltre trenta paesi del mondo, possedendo fra l'altro anche il 6,4% della compagnia energetica russa Gazprom.
Nel 2009 la E.ON. è stata oggetto della seconda più grande multa comminata dalla Commissione Europea, multa dovuta a un accordo sottobanco con la compagnia energetica francese GDF SUEZ. Le due compagnie, che gestiscono il gasdotto MEGAL, che conduce il gas dalla Repubblica Ceca a Francia e Germania, avevano dal 1975 un accordo per non vendere gas ottenuto dalla MEGAL nello stato dell'altra. Questa norma fu resa illegale dal 2000 per effetto della liberalizzazione del mercato dell'energia, ma poiché le due ditte hanno continuato ad operare in questo modo sottobanco fino al 2005, ognuna delle due è stata multata per 553 milioni di euro.
Le compagnie al momento della multa (luglio 2009) hanno dichiarato di voler fare ricorso. Non siamo attualmente a conoscenza degli esiti definitivi della vicenda.
Il 18 gennaio vi è stato un altro incidente nella zona del porto: "una perdita di alcune centinaia di litri di acque contaminate da residui di gasolio pesante, provenienti dal circuito delle acque reflue oleose".
Il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, è stato criticato per aver disposto che solo una nave anti-inquinamento prenda parte alle operazioni di bonifica ambientale. L'Italia dovrebbe avere a disposizione una quarantina di navi anti-inquinamento, in dotazione al consorzio Castalia, con il quale il ministero è convenzionato per le operazioni di questo tipo.
Sul sito web di Castalia si parla di quaranta navi, trenta delle quali sarebbero in grado di operare in bassi fondali. Almeno cinque di esse sono dislocate in Sardegna, come si vede dalla mappa che riportiamo dal sito:
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In ogni caso, su questo e sui particolari dei due incidenti, il ministro dovrebbe riferire mercoledì 26 gennaio alla Camera.
FONTI:
Porto Torres: Procura apre inchiesta per disastro ambientale http://www.ansa.it/mare/notizie/rubriche/ambienteepesca/2011/01/14/visualizza_new.html_1640356571.html
Inquinamento Porto Torres, procura: nessun indagato http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2011/01/20/visualizza_new.html_1618192074.html
Porto Torres: oggi l'incontro tra Cappellacci e la E.ON. http://www.unionesarda.it/Articoli/News/210525
Brussels levies £1 billion fine on E.ON and GDF SUEZ http://www.guardian.co.uk/business/2009/jul/08/gas-company-fines-european-commission
Castalia Ecolmar, Società Italiana per l'Ecologia Marina http://www.castaliaecolmar.com/


