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Dopo il "caso pugliese", terminato con la scottante vittoria di Nichi Vendola alle primarie di coalizione contro il prescelto del PD, Francesco Boccia, emerge in queste ore il "caso campano": il PD candida un suo esponente condannato e sotto giudizio; l'Italia dei Valori di Di Pietro applaude e appoggia.
L'ipotesi di primarie di coalizione aperte si è sgretolata con la decisione intrapresa dagli organi dirigenti democratici (sostenuti da Alleanza per l'Italia e Verdi) di annullare le primarie ed investire ufficialmente il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, della carica di candidato governatore campano per il centrosinistra.
La sua storia politica è segnata da luci e da ombre mai rimosse.
Vincenzo De Luca è il sindaco ribelle che ha sfidato gli apparati nelle tre elezioni amministrative che lo hanno promosso sindaco, il riqualificatore del centro urbano di Salerno, l'uomo del 71,3% dei voti del 1997 e del 75% di raccolta differenziata, un dato che, se rappresenta un'anomalia in Italia, possiamo solo immaginare cosa significhi nella regione delle discariche.
L'altro Vincenzo De Luca è l'uomo che traghettò l'ex ministro socialista Carmelo Conte, condannato per concussione a 4 anni e 10 mesi di reclusione, nei DS, prima del suo abbandono verso il Nuovo-PSI di De Michelis, è il sindaco della condanna a 6 mesi di reclusione per violazione delle norme igienico-sanitarie per la discarica di Ostaglio, è il sindaco dell'affare Seapark, un'indagine chiusa a forza dalla politica anziché dalla magistratura, e del processo in corso sull'affare MCM.
L'affare Seapark è un'indagine avviata nel 2004 e archiviata nel 2007 dopo il muro bipartisan costruito dalle forze politiche parlamentari nel 2006 di fronte alle indagini della Procura di Salerno, salvo poi riaprirsi nel 2008 con un imprevisto rinvio a giudizio.
La storia può essere sintetizzata brevemente: nel 1998 la società Ideal Standard chiude l'attività e decide di privarsi di terreni e stabilimento. Si accorda con la Seapark per una vendita a costi irrisori dell'intero pacchetto in cambio della riconversione delle maestranze nella nuova attività che prevede la costruzione di un parco marino.
Il Comune ritiene i terreni della Ideal Standard inappropriati; pertanto, ratifica l'accordo tra le due aziende a patto che la Seapark costruisca il parco marino sui territori del litorale, soggetti per l'occasione ad una variante urbanistica che rende la zona edificabile.
La Seapark non costruirà mai nessun parco e i dipendenti rilevati dalla Ideal Standard continueranno ad usufruire di casse integrazioni senza che la Seapark e le società che la rileveranno dopo il fallimento, prevedano (come legge richiede) alcun piano reale di riconversione industriale.
Il movente espresso dalla procura è immediatamente ricavabile: speculazione edilizia sui terreni privati del litorale grazie al decreto che li rese edificabili in cambio della costruzione di un parco marino mai avviato, sulle spalle dei dipendenti sottoposti intenzionalmente ad una condizione di cassa integrazione.
L'indagine fu corredata da ben tre richieste d'arresto per De Luca, entrambe rigettate dalla Camera dei Deputati della quale era entrato a far parte nel 2001. Nel 2006 la Procura inviò presso la Camera la richiesta ufficiale di utilizzo delle intercettazioni che coinvolgevano Vincenzo De Luca. Un fascicolo di 101 pagine [PDF] in cui gli stessi PM specificavano che la presunta colpevolezza di De Luca era dimostrata esclusivamente da tali intercettazioni.
La Camera rifiutò con soli 15 voti a favore della richiesta della Procura, 164 contrari e 212 astenuti.
In assenza di intercettazioni, ritenute fondamentali dagli inquirenti e per le quali la Camera ordinò la distruzione immediata, l'inchiesta venne archiviata pochi mesi dopo. Determinando uno status di innocenza per l'imputato concettualmente dubbio. Che va a sommarsi al peso giudiziario non marginale del processo in corso per irregolarità fraudolente nella costruzione di un centro commerciale polifunzionale in zona Fratte.
Il 4 febbraio, Paolo Ferrero, dal sito di Rifondazione Comunista, invita i partiti del centrosinistra esclusi dall'accordo, ovvero l'Italia dei Valori di Antonio di Pietro e Sinistra Ecologia e Libertà di Nichi Vendola, a definire una candidatura comune e alternativa a De Luca.
Domenica 7 febbraio, al congresso dell'Italia dei Valori, il partito di Antonio di Pietro sceglie per acclamazione di appoggiare la candidatura di De Luca. Davanti allo sconcerto di tanti elettori per questa scelta, Di Pietro in persona spiega le sue ragioni, sostenendo di avere costretto preliminarmente De Luca a firmare un "contratto" con l'Italia dei Valori che lo impegna a dimettersi in caso di condanna (ma le condanne pendenti?) e a non invocare mai il legittimo sospetto.
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|79.37.54.xxx |2010-07-04 14:18:02 daniele della rocca - I N T R A L L A Z Z Icome definire altrimenti l’individuo VINCENZO DE LUCA, che da vent’anni governa una città chidendo continuamente finanziamenti per costruire fantomatiche infrastrutture? L A D R O. l’unica speranza è che la magistratura intervenga a indagare sull’attivismo di questo professionista della politica, che, insieme ai suoi sodali, ha risolto il problema dello smaltimento dei rifiuti urbani chiudendoli nelle case e facendo passare una fermata intermedia di treno per metropolitana. sarà una maledizione, ma tutti gli amministratori salernitani hanno concluso la propria ascesa con le manette.


