Home Italia la crisi della spazzatura in Sicilia: Caltanissetta e provincia (2)
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Abbiamo già visto nella puntata precedente, che apriva la sezione riguardante la provincia di Caltanissetta, come l'assenza di sostituti procuratori, guardie forestali e personale di polizia presso il Tribunale di Gela contribuisca alla situazione di degrado ambientale del territorio. Ora esaminiamo lo stato della situazione nella cittadina un po' più in profondità.


GELA

Il procuratore di Gela, Lucia Lotti, ha fatto presente che “il territorio è fortemente compromesso […], essendo praticamente disseminato di discariche a cielo aperto, in cui vengono scaricati gli inerti derivanti dai lavori di ristrutturazione e demolizione di appartamenti, e addirittura anche amianto. Il fenomeno riguarda inoltre le cave della zona, in cui vengono occultati rifiuti”.

A volte, imprese che si aggiudicavano appalti per il trattamento dei rifiuti li smaltivano “abbandonandoli in discariche abusive o in cave abbandonate, utilizzando a tal fine false fatturazioni o falsi documenti”.

“Altra situazione gravissima” riguarda “l'area agricola del circondario di Gela” ed è responsabilità delle attività delle serre: “sistematicamente tutti i teloni per coprire le coltivazioni, i fitofarmici, i contenitori, vengono abbandonati e finiscono in mare”. A causa delle mancanze di personale diventa ”molto difficile se non impossibile individuare le responsabilità dei singoli”.

Per quel che riguarda le infiltrazioni mafiose, a Gela sta venendo condotto un processo chiamato “Munda Mundis”, che riguada l'estorsione mafiosa attuata a Gela dal 1996 al 2006 nel settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani. Gli imprenditori che si aggiudicavano gli appalti per la gestione della raccolta erano sottoposti a un pizzo altissimo (18'000 euro al mese) che ha reso impossibile svolgere “correttamente il servizio”.

I guadagni e gli interessi della mafia sono comunque difficili da valutare precisamente proprio per l'assenza di controlli capillari.

Questo è particolarmente grave per l'aspetto che riguarda il trasporto dei rifiuti. Il settore del trasporto dei rifiuti, infatti, “si profila […] come altamente remunerativo”, perché le discariche sono “decisamente distanti dai luoghi di produzione dei rifiuti” e, dato anche il basso tasso di riciclaggio, “l'unica forma di smaltimento è rappresentata” dalla discarica: “tutte le attività collaterali (trasporto, impiego dei mezzi) […] rappresentano un'evidente fonte di ricchezza per le organizzazioni criminali”
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