GELA
Il procuratore di Gela, Lucia Lotti, ha fatto presente che “il territorio è fortemente compromesso […], essendo praticamente disseminato di discariche a cielo aperto, in cui vengono scaricati gli inerti derivanti dai lavori di ristrutturazione e demolizione di appartamenti, e addirittura anche amianto. Il fenomeno riguarda inoltre le cave della zona, in cui vengono occultati rifiuti”.
A volte, imprese che si aggiudicavano appalti per il trattamento dei rifiuti li smaltivano “abbandonandoli in discariche abusive o in cave abbandonate, utilizzando a tal fine false fatturazioni o falsi documenti”.
“Altra situazione gravissima” riguarda “l'area agricola del circondario di Gela” ed è responsabilità delle attività delle serre: “sistematicamente tutti i teloni per coprire le coltivazioni, i fitofarmici, i contenitori, vengono abbandonati e finiscono in mare”. A causa delle mancanze di personale diventa ”molto difficile se non impossibile individuare le responsabilità dei singoli”.
Per quel che riguarda le infiltrazioni mafiose, a Gela sta venendo condotto un processo chiamato “Munda Mundis”, che riguada l'estorsione mafiosa attuata a Gela dal 1996 al 2006 nel settore della raccolta dei rifiuti solidi urbani. Gli imprenditori che si aggiudicavano gli appalti per la gestione della raccolta erano sottoposti a un pizzo altissimo (18'000 euro al mese) che ha reso impossibile svolgere “correttamente il servizio”.
I guadagni e gli interessi della mafia sono comunque difficili da valutare precisamente proprio per l'assenza di controlli capillari.
Questo è particolarmente grave per l'aspetto che riguarda il trasporto dei rifiuti. Il settore del trasporto dei rifiuti, infatti, “si profila […] come altamente remunerativo”, perché le discariche sono “decisamente distanti dai luoghi di produzione dei rifiuti” e, dato anche il basso tasso di riciclaggio, “l'unica forma di smaltimento è rappresentata” dalla discarica: “tutte le attività collaterali (trasporto, impiego dei mezzi) […] rappresentano un'evidente fonte di ricchezza per le organizzazioni criminali”


