Nella provincia di Enna opera una sola ATO, denominata EnnaEuno, che gestisce il ciclo dei rifiuti di tutti i suoi comuni. Il prefetto di Enna Giuliano Perrotta afferma che “il servizio rifiuti […] è in una condizione di deficit finanziario, impiantistico e gestionale, con difficili possibilità di soluzione nel breve periodo e con possibili rischi di carattere igienico sanitario”.
La società ATO è stata messa in liquidazione; il commissariamento ha consentito di accedere ai fondi regionali per pagare i lavoratori ed evitare la sospensione del servizio.
I problemi nascono anche qui da eccessive assunzioni di personale; nel 2004, appena costituita l'ATO, essa ha assunto centouno persone; e poi ancora in seguito, dopo che la ATO ha affidato la gestione alla società Sicilia Ambiente Spa, il personale è passato dai 343 dipendenti del 2005 ai 745 del 2006.
Le indagini hanno portato al rinvio a giudizio di componenti del consiglio di amministrazione per “assunzioni […] sovrabbondanti per ragioni di clientela”. A causa del lievitare dei costi correlato a tali assunzioni, sono aumentate le tariffe senza migliorare i servizi; dal 2007 i cittadini hanno smesso di pagare il servizio, e l'ATO si è indebitata, finendo per non poter pagare i propri dipendenti.
Come detto sopra, nel 2006 la ATO EnnaEuno ha affidato l'intero servizio e la gestione della discarica alla società Sicilia Ambiente Spa, società che aveva acquistato parte della Altecoen Spa, amministratore delegato della quale, fino al 2004, era Francesco Gulino, arrestato nel 2005 su richiesta della procura antimafia presso il tribunale di Messina per “concorso esterno in associazione mafiosa, finalizzata […] ad acquisire il controllo di […] appalti e servizi in materia ambientale e […] nella raccolta e gestione dei rifiuti”. La Altecoen infatti era stata in grado di assicurarsi appalti in differenti provincie (Messina, Enna, Caltanissetta) ed era infiltrata dalla mafia.
A Enna, l'appalto ottenuto da Sicilia Ambiente nel 2006 era stato ottenuto senza concorso e con forti irregolarità, tanto che nel 2009 l'appalto stesso e una serie di decisioni relative al ciclo dei rifiuti sono state annullate in blocco dal Consiglio di giustizia amministrativa della Sicilia. Ciononostante, l'ATO provinciale non ha provveduto in alcun modo, limitandosi a proroghe straordinarie (teoricamente “provvisorie”) dell'affidamento della gestione ancora alla società Sicilia Ambiente.
Per quello che riguarda il profilo delle discariche, la discarica provinciale è in grado di far fronte ad altri 20 mesi di rifiuti, ma lavori di ampliamento sono stati avviati per poter gestire fino a quattro anni di rifiuti. Purtroppo anche qui manca del tutto la gestione del riciclaggio.
Fonte:http://www.camera.it/_dati/leg16/lavori/stenbic/39/2010/1020/s050.htm#35n1 Vedi pagine 103-107.


