In questa prima parte vedremo quali sono le problematiche, i danni ambientali prodotti sul territorio e i procedimenti e le indagini principali in corso nella provincia. Nel prossimo capitolo dell'inchiesta esamineremo le infiltrazizoni mafiose nel ciclo di raccolta dei rifiuti.
Nella provincia di Trapani le problematiche sono la mancanza di programmazione nella gestione dei rifiuti, l'esaurimento delle discariche attive e il bassissimo livello di raccolta differenziata. “Entrambe le discariche della provincia sono vicinissime alla saturazione” (8-10 giugno 2010) e c'è il rischio che i comuni debbano mandare i rifiuti nella provincia di Agrigento.
Numerose sono le indagini condotte e aperte in questi anni.
Per prima segnaliamo l'indagine a carico dell'attuale sindaco di Trapani Girolamo Fazio, in particolare per avere reiterato contro la legge i provvedimenti di emergenza connessi alla discarica in contrada Borranea (1° agosto 2007). A prescindere da questa vicenda, comunque, i carabinieri del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) hanno “evidenziato gravi carenze strutturali e gestionali protrattesi negli anni” proprio in tale discarica.
La discarica è stata “gestita per anni in completa violazione della normativa vigente, senza che siano stati mai fatti quegli interventi minimi che avrebbero potuto garantirne la funzionalità nel rispetto della legge”. Nella discarica, per esempio, non funziona il sistema antincendio, e non esiste un sistema di abbattimento delle polveri (“con conseguente dispersione dei rifiuti, creazione di polveri fini dannose per la salute”). Anche queste mancanze hanno dato vita a un procedimento penale a carico di sei dirigenti e dipendenti comunali.
Vi è poi un altro procedimento penale a carico del sindaco di Trapani per ulteriori irregolarità nella discarica Belvedere, e una indagine in corso sulla discarica Borranea che è coperta da segreto istruttorio.
Oltre a ciò, nella provincia di Trapani un gravissimo problema è legato al settore marmifero: non è mai stata creata una discarica specifica per i prodotti di scarto delle cave di marmo (che per estensione sono le seconde d'Europa!). Nel trapanese, in particolare sulle coste, vi sono “enormi quantitativi di rifiuti illecitamente smaltiti”, numerose ex-cave dismesse sono riempite di fanghi di lavorazione del marmo altamente tossici e cancerogeni.
Ancora, un altro procedimento risalente al 2006 riguarda lo smaltimento illecito di fanghi di dragaggio del porto di Trapani. Altri procedimenti e indagini che riguardano lo smaltimento illecito di rifiuti sono attualmente in corso presso la procura di Marsala.
Fonte:
Pagine 116-124 della Relazione della commissione sullo stato del ciclo dei rifiuti in Sicilia (20/10/10):
http://www.camera.it/470?stenog=/_dati/leg16/lavori/stenbic/39/2010/1020&pagina=s050#74n1.


