Home Italia Morti in carcere: il caso Lonzi
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La morte di Stefano Cucchi segue il solco di una lunga serie di casi che nella versione ufficiale vengono derubricati come attacchi cardiaci o morti accidentali, in cui la costante è la presenza di forze dell'ordine come unici testimoni. Questa è la storia di Marcello Lonzi, 29 anni, morto in circostanze misteriose in carcere a Livorno. La tesi "ufficiale": infarto. I segni sul corpo e il sangue? Conseguenze della caduta successiva all'infarto.


11 Luglio 2003 - Livorno. Marcello Lonzi è un ragazzo di 29 anni, un tossicodipendente che sta scontando il quinto degli 8 mesi di reclusione a cui è stato condannato per furto aggravato e resistenza durante l'arresto. In attesa di essere avviato in comunità per la riabilitazione sta terminando la cura sostitutiva a base di metadone a scalare, ma per il resto gode di buona salute come confermato dalle risultanze delle visite mediche. Quella sera però viene trovato esanime nella sua cella in una pozza di sangue, e le tecniche di rianimazione tentate non hanno esito. Ora abbandoniamo gli elementi in nostro possesso e seguiamo la storia nel suo tortuoso fluire tra prove faticosamente cercate ma, chissà come, introvabili per quasi due anni, come le immagini del suo ritrovamento e i suoi fascicoli medici.

I familiari di Marcello vengono a sapere della sua morte ben 12 ore dopo. A loro avviso sul suo corpo sarebbero state rinvenute evidenti ferite, e numerose ecchimosi, in particolare alla testa e al torace. Causa della morte, un arresto cardiaco. I segni sul corpo, semplici ferite spiegabili con la caduta dopo l'infarto. Nell'autunno 2003 vengono presentate tre interrogazioni a risposta scritta dai parlamentari Pisapia, Boco e l'ultima a firma della Bonfietti e di altri, che oltre ad esporre la posizione della famiglia della vittima, fanno accenno alla possibilità di istituire una commissione ministeriale di inchiesta. Dello stesso periodo è anche un appello di Maria Cioffi, madre del Lonzi, all'allora Presidente della Repubblica, nonché concittadino, Carlo Azeglio Ciampi.



Il caso passa sotto silenzio sulla stampa, e il 22 aprile 2004 arriva la risposta alle interrogazioni da parte del guardasigilli Castelli. Il personale viene scagionato in toto: nessun ritardo, nessuna negligenza, nessuna violenza. Si fa cenno all'istruzione di un procedimento a carico di ignoti “giustificata solo da ragioni tecnicoprocessuali” ma nulla riguardo ad una commissione d'inchiesta.

Vi si legge tra l'altro:

"ferite lacero-contuse sulla fronte e sul labbro sinistro, verosimilmente procurate al momento della caduta, dopo avere sbattuto sul cancello d’ingresso della cella dove è stato trovato riverso bocconi con tracce di sangue intorno al capo. Gli accertamenti ispettivi effettuati e la ricostruzione della dinamica dell’evento sembrerebbero confermare che la morte del detenuto sia avvenuta per cause naturali. (…) non hanno riscontrato punture o altri segni che possano far risalire il decesso a cause violente e che sono da escludere responsabilità disciplinari e/o amministrative a carico del personale addetto alla vigilanza e del personale sanitario. (…) uno dei primi atti di indagine è stato quello volto all’accertamento, mediante consulenza medico legale (autopsia), della causa della morte. Tale accertamento tecnico ha concluso nel senso della attribuibilità del decesso del Lonzi a cause naturali, assolutamente non incompatibili con le lesioni effettivamente riscontrate sul cadavere, ben spiegabili con la caduta per terra del Lonzi, privo di sensi per arresto cardiaco, in ambiente angusto contrassegnato dalla presenza di sporgenze spigolose. (...)

Le indagini, comunque, proseguono con l’acquisizione di informazioni da parte di detenuti eventualmente a conoscenza di elementi di rilievo ai fini di un definitivo accertamento dei fatti e la stessa Procura, onde non trascurare alcuna ipotesi, si accinge a richiedere al locale G.I.P. la proroga del termine semestrale previsto all’articolo 415 c.p.p. che scadrà nel corrente mese di marzo."

La madre continua la sua battaglia, ma a luglio il PM Roberto Pennisi chiede l'archiviazione del procedimento contro ignoti. Pochi giorni dopo però l'avvocato Trupiano, che da poco difendeva la madre in quanto parte lesa, denuncia l'esistenza nel fascicolo di “almeno una ventina di fotografie, che la difesa non aveva mai visto, nelle quali si vede il corpo del giovane con ferite profonde e del tutto incompatibili con l’ipotesi della morte accidentale procurata dall’infarto e dalla conseguente caduta. (...) In quelle foto si vedono sulla parte posteriore del corpo di Marcello vistose ecchimosi provocate dalle manganellate. Noi siamo certi che sia stato vittima di un pestaggio prolungato e doloroso. Quel che è certo è che le ferite sulle natiche, sulla parte posteriore delle gambe e sulla schiena non sono certo compatibili con la caduta provocata dall’infarto“. Con le nuove prove la difesa si oppone all'archiviazione, chiedendo nuove indagini e la riesumazione della salma. Viene inoltrato anche un ricorso alla Corte Europea per i diritti dell'uomo (recentemente alla ribalta per la questione del crocifisso), in particolare alla commissione contro la tortura, nella quale si legge “la schiena del giovane appare violentemente battuta da un corpo contundente che l’ha segnata, in maniera simmetrica, dal collo fin sotto le natiche”.



Durante l'autunno si parla insistentemente di una cella “liscia”, ossia priva di suppellettili, nel carcere delle Sughere. In questa cella verrebbero indirizzati i detenuti “difficili”, lì isolati e costretti a stare nudi su di un materasso posato sul pavimento, e pare che ad ogni richiesta da parte loro vengano malmenati, tramite il procedimento conosciuto dai detenuti come “la terapia”. Le interrogazioni parlamentari a firma Cento, Bolognini e Susini vertono proprio sull'esistenza di questa cella e sulla situazione fatiscente delle Sughere, dove nei mesi precedenti, oltre al caso del Lonzi, ci sono stati diversi casi di suicidio.

Il 10 dicembre 2004 arriva la sentenza del gip di Livorno, Rinaldo Merani, che nega la riesumazione e archivia il caso sposando la tesi della “morte per cause naturali” indicata dal PM Pennisi. Trupiano parla di “muro di gomma”, ennesimo dei “misteri d'Italia” e inoltra un ricorso al CSM.

Ad agosto 2006 arriva a buon fine una raccolta fondi per la riapertura delle indagini. Merito tra gli altri della tifoseria pisana, del movimento antagonista locale Newroz e di numerosi cittadini. Ci sono polemiche, però, sul nome del giudice incaricato: si tratta di Rinaldo Merani, che si trovò in precedenza a sostituire Pennisi in qualità di PM all'atto della lettura della precedente archiviazione.

La riesumazione avviene il 25 ottobre dello stesso anno, e le indagini riprendono. Nel novembre 2008 viene chiesta una terza consulenza di cui non sono tutt'ora noti gli esiti. Nel frattempo l'assistenza legale di Maria Ciuffi è passata a Ezio Menzione prima e poi a Fabrizio Bianchi, ed è stato chiamato come consulente della loro parte anche Marco Salvi, già medico legale nel caso Carlo Giuliani.

Dopo sei anni la verità non è ancora arrivata, ma è attesa a breve la chiusura dell'inchiesta che ha come indagati il compagno di cella di Marcello Lonzi, per omicidio preterintenzionale, e due agenti per omesso controllo. Tutto questo mentre continuano gli appelli della madre, al prefetto, al ministro Alfano, affinché guardino le foto del cadavere di suo figlio, con la mandibola scostata, fratture multiple, e grumi del suo sangue anche fuori dalla cella.


Fonti:

La foto del cadavere:
http://mmedia.kataweb.it/foto/17714176/1/marcello-lonzi-le-immagini-del-cadavere

Interrogazioni parlamentari:
http://www.ristretti.it/areestudio/disagio/lonzi/interrogazioni.htm

Qui vengono riportate 3 risposte alle 3 diverse interrogazioni, le quali risposte differiscono la prima dalla seconda per trattini e simili, la seconda dalla terza in nulla.

Andando a cercare i documenti ufficiali, le interrogazioni sono 3, la prima è la 4-07612 di Pisapia, reperibile qui

http://legxiv.camera.it/chiosco.asp?sMacrosezione=Docesta&source=&position=Organi%20Parlamentari\L%27Assemblea\Resoconti%20dell%27Assemblea&content=/_dati/leg14/lavori/stenografici/framedinam.asp?sedpag=sed368/s000r.htm

La seconda qui:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=14&id=83021

La terza qui:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=14&id=90705

Vi è un'unica risposta di Castelli, presentata come risposta a Pisapia qui
http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografici/sed455/btris.htm#4-07612

e presentata come risposta a Boco, Bonfietti e altri qui:
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&leg=14&id=00100850∂=doc_dc-allegatob_ab-sezionetit_rsai&parse=si&stampa=si&toc=no Recanti data 22/4/2004

Cronistoria:
http://www.ristretti.it/areestudio/disagio/lonzi/rassegna.htm
http://www.ecn.org/filiarmonici/lonzi-03.html
http://italy.indymedia.org/uploads/2005/10/manifesto_lonzi_a4.jpg

Non soffriva di cuore:
http://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2004/12/29/LX4PO_LX403.html

Controperizia:
http://italy.indymedia.org/news/2005/10/909969.php

Sollicciano:
http://www.inventati.org/dentroefuori/index.php?option=com_content&task=view&id=22&Itemid=31

Riesumato:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2006/10/27/riesumata-la-salma- del-detenuto-la-mamma.html

Perizia di parte:
http://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2008/02/27/LX6LX_LX601.html

Terza consulenza (di cui non si trova nulla):
http://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2008/12/05/LX5LX_LX503.html

Indagati finali:
http://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2008/05/24/LX4LX_LX409.html

Conclusioni:
http://www.inventati.org/dentroefuori/index.php? option=com_content&task=view&id=244&Itemid=31

L'esperto di Genova:
http://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2009/02/20/LX4PO_LX402.html

Post Cucchi:
http://iltirreno.gelocal.it/dettaglio/morto-in-carcere-a-livorno-la-mamma-scrive-ad- alfano/1766847
http://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2009/11/30/LF1LG_LF101.html
http://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2009/11/30/LF1LG_LF102.html

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