Il presidente ecuadoregno Rafael Correa è stato liberato questa notte grazie a un blitz dell'esercito. Due militari sono morti negli scontri, che hanno visto anche 37 feriti. Un altro morto si è contato fra la popolazione civile che manifestava contro la polizia, settori della quale si erano ribellati ieri prendendo a pretesto alcune leggi di riforma della polizia varate dal presidente.
Allo stato attuale delle cose vi sono poche certezze sulle meccaniche del golpe. Apparentemente, i settori ribelli della polizia hanno occupato due aeroporti, sequestrato il presidente e goduto dell'appoggio di uno dei capi dell'opposizione, Lucio Gutierrez, ex-presidente ecuadoregno ed ex-colonnello dell'esercito. Questi sono fattori che rendono poco plausibile l'ipotesi "minimalista" sul golpe, ovvero che fosse "solo" una protesta sindacale dei poliziotti degenerata (appoggiata inizialmente da CNN ed El Pais). Alcuni commentatori e personalità vicine alla parte politica di Correa (come il presidente boliviano Evo Morales) hanno parlato apertamente di un coinvolgimento della CIA in riferimento a infiltrazioni e corruzione della polizia iniziate già dal 2008.
Allo stato attuale delle cose, non essendo iniziata alcuna indagine interna o internazionale sui fatti, ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni. Noi, da parte nostra, siamo impegnati nel seguire da presso la vicenda e proveremo a fornirvi ogni aggiornamento possibile per analizzare le cause e spiegare cosa ci sia dietro a questa una vicenda che avrebbe potuto essere terribile per le speranze dei democratici di ogni colore e orientamento politico e che, per fortuna, sembra essersi conclusa bene.


