Home Mondo Georgia vs Russia 2008: il rapporto della UE

Il 30 settembre è stato pubblicato il rapporto sulla guerra fra Georgia e Russia dell'apposita commissione indipendente istituita dall'Unione Europea. I risultati sono interessanti e inquietanti. Ancora una volta, nella totale indifferenza dell'informazione italiana online.

Il 2 dicembre 2008, il Consiglio d'Europa dà vita all'IIFFMCG (Indipendent International Fact-Finding Mission on the Conflict in Georgia – Missione Indipendente Internazionale per l'Accertamento dei Fatti del Conflitto in Georgia): è la prima volta nella storia dell'Unione Europea che essa decide di intervenire per valutare obiettivamente lo svolgimento di fatti di guerra. L'oggetto dell'indagine è la guerra tra Russia e Georgia svoltasi tra il 7 agosto e il 7 settembre 2008. Dopo quasi 10 mesi di lavoro, i risultati sono pronti il 30 settembre, consegnati alle parti in causa e a una serie di altri Stati e organizzazioni coinvolte nella vicenda, e il rapporto viene pubblicato online a disposizione di chiunque voglia visionarlo. Noi lo abbiamo fatto, al contrario di gran parte della stampa italiana, quantomeno a giudicare da quello che si può vedere consultando i siti internet dei maggiori quotidiani nazionali.

UNA GUIDA ALLA LETTURA DEL RAPPORTO

Nelle conclusioni del rapporto della Missione, è possibile leggere queste frasi lapidarie:

“Sebbene sia possibile identificare la responsabilità nei singoli eventi e nelle singole decisioni che hanno diretto il corso del conflitto, non c'è modo di assegnare una chiara responsabilità a una sola parte in causa. Sono tutte colpevoli, ed è loro responsabilità porre rimedio agli errori commessi.”

Riteniamo che questo punto di partenza sia fondamentale per tutta la lettura del rapporto, e del riassunto che qui se ne fa. Proprio perché le responsabilità alla base del conflitto sono molteplici, e il conflitto ha molteplici cause, tra cui una situazione pregressa che data addirittura al 1991, vorremmo invitare chiunque legga a farlo senza vestire gli occhiali di una parte. Né filo-russi né filo-americani/anti-russi. Proprio conoscendo la natura umana, può venire facile soffermarsi sui punti a favore dell'una o dell'altra parte. Il rapporto della Missione, invece, senza voler sposare posizioni pilatesche, denuncia con serietà una serie di comportamenti squalificanti di entrambe le parti in causa, citando nomi, date e documenti. L'invito è quindi a una lettura obiettiva e critica dei fatti. Non siamo qui per sposare alcuna causa: siamo qui per presentare un riassunto di un importante rapporto, il primo di questo tipo voluto e condotto dall'Unione Europea in campo internazionale.

Poiché il rapporto è molto lungo (44 pagine senza contare la documentazione esaustiva, in due volumi successivi, che analizza ogni singolo evento e presenta tutti i documenti ricevuti dalle parti in causa e da altri governi e organizzazioni non-governative coinvolte), la sua consultazione si può condurre attraverso tre fasi:

1) lettura del riassunto schematico presentato per primo;
2) lettura dell'approfondimento seguente;
3) lettura del documento stesso, di 44 pagine, che potrete scaricare a questo indirizzo.

IL RIASSUNTO

1) Il conflitto ha le sue origini nelle insurrezioni armate di Abkhazia e Ossezia del 1991-1994 dopo l'indipendenza della Georgia dall'Unione Sovietica.

2) La richiesta di indipendenza delle suddette regioni sulla base del principio dell'autodeterminazione dei popoli è una violazione del diritto internazionale.

3) Una lunga serie di provocazioni reciproche tra insorgenti (che godevano dell'esplicito appoggio russo) e georgiani (che godevano dell'esplicito appoggio americano) hanno avuto luogo tra aprile 2008 e agosto 2008.

4) Il 7 agosto 2008 la Georgia ha attaccato l'Ossezia del Sud e le forze di peacekeeping russe (che si trovavano legalmente in Ossezia) in violazione degli accordi vigenti e violando il diritto internazionale.

5) La risposta congiunta di russi e osseti è stata sproporzionata, e si è tramutata da operazione di difesa in un attacco al territorio georgiano. Tale risposta è da considerarsi contraria al diritto internazionale.

6) Le truppe russe e ossete sono rimaste nel territorio georgiano dopo il cessate il fuoco e la successiva tregua, dedicandosi ad atti di indiscriminata distruzione. Questo è ancora in spregio al diritto internazionale.

7) Dopo l'inizio del conflitto, le truppe abkhaze, che non erano state in alcun modo coinvolte nel conflitto, hanno di propria iniziativa attaccato le truppe georgiane col supporto delle truppe russe. Questa è una violazione del diritto internazionale.


 

L'INCHIESTA

I numeri del conflitto. Il conflitto ha inizio nella notte tra il 7 e l'8 agosto 2008, presso la città di Tskhinvali nell'Ossezia del Sud. I combattimenti durano per cinque giorni, causando la morte di 170 militari georgiani, 14 poliziotti georgiani e 228 civili georgiani; di 67 militari russi; e di 365 osseti (militari e civili); e il ferimento di oltre 2000 persone, sia militari che civili. I profughi del conflitto furono 135'000, fra i quali restano ancora 35'000 sfollati.

Il conflitto. Il conflitto è stato causato dall'intervento delle armate georgiane contro la città di Tskhinvali nell'Ossezia del Sud. La Russia è intervenuta a difesa degli osseti, ha respinto l'avanzata georgiana e si è spinta attraverso il porto di Poti fin sotto a Tbilisi, la capitale. A seguito dell'intervento russo, le forze indipendentiste abkhaze hanno aperto un altro fronte a ovest. Dopo 5 giorni di conflitto, il 12 agosto 2008 è stato firmato il cessate il fuoco tra Russia e Georgia, sotto la supervisione dell'Unione Europea.

Il retroterra. La causa iniziale del conflitto risale al 1991. Alla dichiarazione di indipendenza della Georgia dall'Unione Sovietica, infatti, è seguita una decisa repressione dei diritti delle minoranze abkhaza e osseta che vivevano in province semiautonome (seppur facenti parte dello Stato di Georgia). Infatti, a seguito dell'insurrezione di questi due popoli, la Georgia non ha più avuto il controllo delle due province, che sono rimaste in una zona grigia, nella quale la Russia aveva un ruolo di peacekeeping.

L'orientamento filoamericano della politica del presidente georgiano Saakashvili ha spinto i russi verso l'appoggio delle pretese di indipendenza di Abkhazia e Ossezia del Sud, basate sul principio dell'autodeterminazione dei popoli. Tale principio, però, in base al diritto internazionale non si può applicare ad Abkhazia e Ossezia (vedi paragrafo apposito); inoltre, la Georgia fece le spese della sua politica filoamericana, specie dopo il riconoscimento internazionale dell'indipendenza del Kosovo, osteggiato dalla Russia.

Per indebolire la Georgia, la Russia varò un nuovo regolamento semplificato per conferire la cittadinanza russa ad abkhazi e osseti. La Missione ha stabilito che tali procedure sono illegali secondo il diritto internazionale; e che rappresentano una indebita interferenza della Russia ai danni della sovranità della Georgia.

A partire dall'aprile del 2008, quando la NATO accettò di valutare la candidatura a paese membro della Georgia, la situazione cominciò a degenerare: aerei georgiani cominciarono a sorvolare il territorio abkhazo; i russi ricostruirono parte delle linee ferroviarie abkhaze senza la necessaria approvazione georgiana; vi furono bombardamenti sia in Abkhazia sia in Georgia; poi scontri a fuoco tra osseti e georgiani, con l'impiego di mortai e artiglieria pesante.

A metà luglio, l'esercito georgiano, assieme a truppe americane, armene, azere e ucraine, condusse una esercitazione pubblica che coinvolse circa 2000 soldati; i russi risposero con una serie di esercitazioni al confine con la Georgia.

Gli scontri e le responsabilità. La notte tra il 7 e l'8 agosto, la Georgia attaccò l'Ossezia del Sud con il dichiarato intento di riportare il territorio sotto il controllo georgiano (dichiarazione del generale Kurashvili). Alcune ore dopo, la Georgia smentì il Generale e disse che l'attacco era stato in risposta all'invasione russa del territorio georgiano. La Missione ha concluso che questa versione dei fatti è falsa: sono stati i georgiani a dare inizio al conflitto. L'uso della forza come mezzo di risoluzione del conflitto dell'Ossezia del Sud non è giustificato a causa degli accordi internazionali presi dalla Georgia nel 1992 e nel 1996. Inoltre le truppe georgiane hanno anche preso d'assalto le forze di peacekeeping russe stazionate in Ossezia, e anche questa è una violazione del diritto internazionale.

Nonostante questo, la Missione riconosce che le operazioni russe in Georgia sono iniziate diverse ore prima dell'orario di intervento “ufficiale” deciso dalla Federazione Russa (14:30 dell'8 agosto) e che una parte delle truppe russe fossero già pronte a intervenire per un conflitto ben prima dell'attacco georgiano. Inoltre, la Russia ha giustificato il suo intervento in primo luogo come un atto di protezione degli osseti da un tentativo di genocidio. La Missione ha accertato che questo è falso: non vi è stato alcun tentativo di genocidio perpetrato dai georgiani. Le operazioni di difesa di osseti e russi durante la prima fase del conflitto sono considerate conformi, ma non lo è il contrattacco che ha portato il conflitto in territorio georgiano e non lo è il fatto che, nonostante la firma del cessate il fuoco il 12 agosto, le truppe ossete e russe abbiano proseguito gli attacchi e occupato suolo georgiano, stazionandovi in gran parte fino al 22 agosto; e una parte delle truppe addirittura fino a ottobre 2008. La Missione afferma che lo scopo principale di questa occupazione è stato il dedicarsi a deliberati atti di distruzione che “non sono giustificati in alcuna maniera”.

Per quanto riguarda il successivo intervento russo in Abkhazia a supporto degli insorgenti locali, esso si configura del tutto come in violazione del diritto internazionale e dei trattati che regolamentano le relazioni tra Abkhazia e Georgia. La Missione ha anche stabilito che Georgiani, Osseti e Russi si sono resi responsabili di violazioni dei diritti umani, tra cui veri e propri crimini di guerra. Ciononostante, si ribadisce come i Georgiani non si siano resi responsabili di atti di genocidio.

L'autodeterminazione secondo il diritto internazionale. Il diritto internazionale prevede che il principio di autodeterminazione dei popoli come motivazione sufficiente a dichiarare la propria indipendenza da uno stato sovrano valga solo in due casi: nel caso di tentato genocidio, e nel caso di occupazione di carattere coloniale. Il secondo caso non si applica ad Abkhazia e Ossezia del Sud; ed è stato accertato dalla Missione che non ci sia stato alcun tentativo di genocidio né durante le insurrezioni del 1991-1994 né nel corso del più recente conflitto. Pertanto, la dichiarazione di indipendenza delle due province, e il loro riconoscimento da parte della Russia (e in seguito di Venezuela e Nicaragua) si configura come una violazione del diritto internazionale.

Il retroterra storico. La Georgia dichiarò la propria indipendenza dall'Unione Sovietica nel 1991. Il primo presidente georgiano, il nazionalista Zviad Gamsakhurdia, trattò i georgiani come etnia privilegiata a scapito delle minoranze abkhaza e osseta, che pure avevano goduto negli anni del Soviet dell'amministrazione, all'interno del Soviet di Georgia, di province autonome. A seguito di ciò scoppiarono due guerre civili, una nel 1991-1992 tra gli indipendentisti osseti e la Georgia, e l'altra nel 1992-1994 tra gli indipendentisti abkhazi e la Georgia. Gli indipendentisti ebbero un certo supporto dalla Russia (sebbene non determinante), e riuscirono a “liberare” gran parte del territorio delle loro province autonome.

La sconfitta nella guerra portò alla cacciata di Gamsakhurdia; il nuovo Presidente Eduard Shevardnadze chiese l'aiuto di Mosca nell'ottobre del 1993: truppe russe sconfissero gli insorti fedeli al vecchio presidente e aiutarono a stabilizzare l'Abkhazia e l'Ossezia del Sud. I russi stabilirono anche quattro basi militari in Georgia. Ciononostante, l'unico risultato per parecchi anni fu un congelamento dei conflitti, e non una loro risoluzione né la normalizzazione della regione.

Nel 2004, con l'arrivo al potere del nuovo presidente Mikheil Saakashvili, le relazioni con la Russia di Putin peggiorarono rapidamente. Le spese per la difesa passarono dall'1% all'8% del PIL, e Saakashvili cercò di far entrare la Georgia nella NATO. Dietro questa strategia georgiana c'era l'America del Presidente Bush. Il supporto esplicito degli americani culminò in un famoso discorso tenuto dal Presidente Bush a Tbilisi il 10 maggio del 2005. Gli USA fornirono assistenza economica, diventando uno dei primi stati per aiuti economici pro capite; una consistente parte degli aiuti fu per le spese militari, e gli USA fornirono anche addestramento ed equipaggiamento alle truppe georgiane. Forze georgiane addestrate dagli americani furono impiegate in Kosovo, Iraq e Afghanistan, e l'esercito in poco tempo raddoppiò in numero. Due nuove basi militari, che ospitavano gran parte del nuovo equipaggiamento, furono stabilite presso i confini con Abkhazia e Ossezia. Tra il 1992 e il 2004, la Georgia ricevette oltre 400 milioni di euro di aiuti economici dalla Commissione Europea. L'Europa comunque cercò anche di inviare aiuti e sostegno economico e logistico in Abkhazia e Ossezia, e si mantenne fondamentalmente neutrale nelle questioni di carattere politico.

CONCLUSIONI

"Bisogna anche prendere in considerazione anni di provocazioni, accuse reciproche, minacce militari e politiche e atti di violenza sia all'interno che all'esterno della zona del conflitto.

Bisogna considerare anche l'impatto delle politiche coercitive e della diplomazia di una grande potenza contro un piccolo e riottoso vicino, e allo stesso tempo la tendenza del piccolo vicino di esagerare e agire impulsivamente senza considerare le conseguenze ultime delle proprie azioni; e non dimenticare la sua paura di poter permanentemente perdere una parte importante del proprio territorio attraverso una politica strisciante di annessione.

Osserviamo anche con rammarico una erosione nel rispetto di principi riconosciuti di diritto internazionale quali l'integrità territoriale, e allo stesso tempo una crescente disposizione da parte di tutte le parti in causa a usare la forza come mezzo per raggiungere i propri obiettivi politici, e ad agire unilateralmente invece di cercare una soluzione negoziata, per quanto difficoltosa e pesante il processo di negoziazione possa essere.

[…]

Sebbene sia possibile identificare la responsabilità nei singoli eventi e nelle singole decisioni che hanno diretto il corso del conflitto, non c'è modo di assegnare una chiara responsabilità a una sola parte in causa. Sono tutte colpevoli, ed è loro responsabilità porre rimedio agli errori commessi."

 

LE CARATTERISTICHE DELL'INCHIESTA

A capo dell'inchiesta è stata nominata l'ambasciatrice svizzera Heidi Tagliavini. La Missione ha riconosciuto che non vi sono stati tentativi di interferenza da nessuna delle parti in causa. Oltre a chiedere documentazione ufficiale russa, georgiana e osseta, e a mandare richieste di spiegazioni e questionari su punti specifici, la Missione ha recuperato video, fotografie, articoli, reportage, ha mandato osservatori sul posto per condurre inchieste e interviste alle persone coinvolte, e ha chiesto informazioni ad altri stati e organizzazioni coinvolti a vario titolo nel conflitto: Stati Uniti, Ucraina, NATO, Osce, Consiglio Europeo, Croce Rossa, Nazioni Unite, Camera dei Lord Britannica, Human Rights Watch, International Crisis Group e Amnesty International.

FONTE:

Indipendent International Fact-Finding Mission on the Conflict in Georgia
http://www.ceiig.ch/Report.html

  • ventopiumoso  - Notevole
    Notevole articolo. Molto interessante anche il fatto che nessuno, fra i grandi media, ne discuta. Non mi stupisce, date le implicazioni politiche, dal sapore retro' di guerra fredda.
    ps: per la richiesta che mi hai fatto, naturalmente se è ancora valida, ti manderò una email a breve chiedendoti lumi.
  • Alessandro I.  - Scandaloso
    Cia,
    innanzitutto ti ringrazio per aver reso noto il rapporto UE. Sto finendo di scrivere una tesi di laurea proprio sul conflitto russo-georgiano e sul ruolo dell'informazione; il fatto che sia venuto a conoscenza solo tramite il tuo sito, invece che tramite i media, dell'esistenza di questo rapporto conferma il mio lavoro.
    Grazie mille e buon lavoro!
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Ultimo aggiornamento (Mercoledì 21 Ottobre 2009 02:36)

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