Home Mondo Honduras: non accettare l'esito del voto
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Supponiamo di essere in Italia. Il corpo dei Carabinieri italiani si "stufa" di Silvio Berlusconi. Irrompe nella villa di Arcore, lo arresta, lo porta su un elicottero e lo trasporta in Francia, comunicandogli che deve considerarsi deposto. Dopodiché trova un giudice connivente, in Italia, che avalli l'arresto retroattivamente. Il presidente Napolitano va in Parlamento, legge una finta lettera di dimissioni di Berlusconi e il Parlamento elegge Fini nuovo Presidente del Consiglio, con un governo di ampia coalizione che coinvolga UDC e PD. Dopo alcune misure pre-elettorali, Napolitano scioglie le Camere e gli italiani eleggono un nuovo governo.

Quanto sarebbe legittimo questo governo? Quanto sarebbero legittime queste elezioni? Perché è proprio questo che è successo in Honduras.

Il colpo di Stato del 28 giugno in Honduras e il rifiuto del parlamento honduregno di reinsediare Manuel Zelaya del 2 dicembre ha raggiunto la conclusione che i suoi autori hanno così tanto atteso (e desiderato) in tutti questi mesi di silenzio giornalistico internazionale: la Presidenza di Zelaya, interrotta bruscamente con un golpe militare oltre 5 mesi fa, è terminata per sempre. E la sua prigionia forzata all'interno dell'ambasciata brasiliana di Tegucigalpa rischia di non vedere una fine a breve.

Le elezioni domenica, 29 novembre, hanno certificato il successo del golpe. Nonostante la pubblicazione delle proiezioni con parecchie ore di ritardo, la presenza di 31'000 soldati e poliziotti attivati per la giornata delle elezioni, gli arresti dei manifestanti del Fronte di Resistenza Nazionale in diverse città del paese, diverse urne elettorali aperte con la forza prima della consegna al Tribunale Supremo e la mancanza di un nutrito gruppo di osservatori internazionali sulla regolarità del voto, l'informazione honduregna e internazionale celebra oggi unanimemente la forzata riconciliazione del paese.

Sappiamo da giorni che il filo-golpista Partido Nacional (destra) si è aggiudicato con chiarezza la vittoria delle elezioni generali, conquistando Presidenza (il candidato Porfirio Lobo si aggiudica il 56% dei consensi provvisori) e maggioranza assoluta al Congresso.
Gli avversari del Partido Liberal (l'ex partito del deposto Zelaya e del suo rivale Micheletti, principale protagonista del colpo di stato), si fermano al 38%, garantendo comunque al duo golpista PN-PL oltre l'85% dei consensi e dei seggi parlamentari.

E' interessante notare come, a quasi una settimana dalle elezioni, ancora non ci siano dati ufficiali del Tribunale Supremo sull'affluenza elettorale. Nonostante dichiarazioni da più parti che parlano di un'affluenza del 60%, l'affluenza da noi calcolata risulta inferiore al 50% anche nella stima più ottimistica*.

In seguito al golpe di giugno, il mondo aveva mantenuto la linea diplomatica di difesa del legittimo Presidente Zelaya. Adesso, un voto molto poco chiaro e particolarmente contestato è risultato sufficiente per scatenare un cambio di rotta repentino.
Costa Rica, Panama, Colombia, Perù ed Israele i primi a riconoscere la legittimità del voto, accompagnati dagli Stati Uniti che, per bocca del portavoce del Segretario di Stato, Ian Kelly, parlano di "passo in avanti necessario ed importante".

A sostegno di Zelaya e assolutamente contrario l'esito del voto, non solo il blocco dell'Alleanza Bolivariana per le Americhe guidato dal Venezuela, ma anche il Brasile e gli "insospettabili": l'Argentina della peronista Kirchner e il Messico dell'ultraconservatore Felipe Calderon, che certo non si possono "accusare" di essere amici di Chavez.

Il vincitore della consultazione ha tenuto inoltre a ringraziare i governi di Giappone, Germania ed Italia per l'appoggio dimostrato (un appoggio peraltro di cui non vi è traccia ufficiale - lasciando il dubbio se si tratti di una pura lisciata di pelo o un segno di accordi nascosti). Sarà interessante vedere, ora che Portogallo e Spagna sono intenzionati a richiedere una posizione unitaria dell'Europa, cosa farà il nostro paese - ovvero, se si opporrà alle elezioni o se ascolterà le sirene golpiste inserendo il nostro governo tra i sostenitori della prossima fase del golpe.

L'atteggiamento di Portogallo e Spagna, a seguito del vertice iberoamericano (America centro-meridionale più Spagna, Portogallo e Andorra, incontro che non ha prodotto alcuna dichiarazione congiunta), pare quello di chiedere all'Unione Europea un documento che "non riconosca né ignori" il risultato elettorale in Honduras. Formula che in passato è stata utilizzata per consentire l'uscita da una dittatura in seguito alla fine di un regime. Ma questa situazione, in che modo si presterebbe a questa rappresentazione? Qui infatti abbiamo un governo golpista che, da una posizione di potere, cerca di legittimarsi.

Ma la storia, purtroppo, non finisce qui. Nella conferenza stampa del 1°dicembre, infatti, il Dipartimento di Stato USA si è esposto ancora una volta, dicendo che considera un passo necessario il reinsediamento, in data 2 dicembre, di Zelaya a presidente fino al termine naturale del suo mandato (gennaio 2010) - reinsediamento a cui, come abbiamo visto, il Parlamento ha opposto un voto negativo. Vedremo se gli Stati Uniti, al prossimo vertice dell'Organizzazione degli Stati Americani in previsione la prossima settimana, sapranno almeno mantenere fermezza su questo punto, o se la daranno ancora una volta vinta ai golpisti.

Intanto, Manuel Zelaya annuncia di essersi rivolto alla Corte Penale Internazionale per ottenere giustizia.

Questa strana storia, ora come ora, lascia un resoconto drammatico e preoccupante e va a generare un precedente catastrofico che, sin dalle prossime ore, consentirà ad ogni esercito o gruppo eversore in ogni angolo del pianeta di impossessarsi di istituzioni regolari e democratiche con la forza, ben consapevoli che basterà un voto fittizio per ottenere la ratifica e l'appoggio delle democrazie occidentali.

O, nel caso peggiore, almeno quello del nuovo Premio Nobel per la Pace, Barack Obama.

 

* Nota sull'affluenza: basandoci su un dato incerto di cittadini col diritto di voto (tra i 4'600'000 e i 5'100'000), prendendo la stima inferiore e accettando le cifre ufficiali del Tribunale di 2'300'000 votanti (ottenuta sommando le singole voci fornite dal sito del Tribunale), l'affluenza si assesterebbe al massimo al 50%.

Fonti:

Tribunale Supremo Elettorale dell'Honduras.
http://www.tse.hn/jc/
http://200.107.126.222/escrutinio/pais.php

Conferenza Stampa del DIpartimento di Stato USA, 1 dicembre 2009
http://www.scoop.co.nz/stories/WO0912/S00021.htm

Gobierno constitucional declara fracaso en acuerdo de Tegucigalpa (TeleSur)
http://www.telesurtv.net/solotexto/nota/index.php?ckl=61184

Candidados a las elecciones de Honduras anuncian renuncia masiva (TeleSur)
http://www.telesurtv.net/noticias/secciones/nota/61633-NN/candidatos-a-las-elecciones-de-honduras-anuncian-renuncia-masiva/

L'Honduras alle urne dopo il golpe (La Stampa)
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200911articoli/49857girata.asp

Labirinto Honduras (Stella Spinelli, Peacereporter)
http://it.peacereporter.net/articolo/19161/Labirinto+Honduras

US to recognize Honduras election (Al Jazeera)
http://english.aljazeera.net/news/americas/2009/11/2009112843327135878.html

Winner of disputed Honduras election appeals for unity (BBC)
http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/8386869.stm

Honduras, due date chiave per il riconoscimento internazionale (Raffaele Bertini, Il Velino)
http://www.ilvelino.it/articolo.php?Id=1011397

Honduras: USA, elezioni "passo avanti importante" (ASCA)
http://www.asca.it/news-HONDURAS__USA__ELEZIONI__PASSO_AVANTI_IMPORTANTE_-878144-ATT-.html

Porfirio Lobo gana las elecciones de Honduras (Francisco Peregil, El Pais)
http://www.elpais.com/articulo/internacional/Porfirio/Lobo/gana/elecciones/Honduras/elpepuint/20091130elpepuint_5/Tes?print=1

Encuntran alteraciones en maletas electorales (Tiempo)
http://www.tiempo.hn/secciones/politica/6622-encuentran-alteraciones-en-maletas-electorales

Honduran Congress votes down Zelaya's reinstatement, da BBC News, 3 dicembre 2009
http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/8390654.stm

Ultimo aggiornamento (Venerdì 04 Dicembre 2009 01:57)

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