Home Mondo il Parlamento Europeo attacca la Francia sulla questione Rom
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Il Parlamento Europeo, nella data del 9 settembre 2010, ha approvato una risoluzione che condanna in maniera specifica il comportamento della Francia materie riguardanti le popolazioni nomadi dell'Unione, e accusa la Commissione Europea per il suo lassismo nell'implementare le leggi e le convenzioni europee approvate a riguardo.

Il Parlamento ha approvato la risoluzione con una maggioranza di 337 voti. I contrari sono stati 245 e gli astenuti 51. Gli assenti erano 103. La risoluzione è stata presentata da sinistre, socialdemocratici, liberali e verdi.

Nella risoluzione approvata si possono leggere alcune interessanti considerazioni sulla situazione dei Rom nell'Unione Europea:

  • gran parte dei Rom che vivono in Europa sono cittadini europei; si tratta di 10-12 milioni di persone che godono quindi del diritto di circolare e soggiornare liberamente nel territorio di tutti gli Stati membri;

  • i Rom europei continuano a subire discriminazioni sistematiche gravi nei settori dell'istruzione, dell'alloggio, dell'occupazione e dell'assistenza sanitaria;

  • viene rimproverato alla Francia di avere programmato una riunione a Parigi a settembre per discutere delle questioni sull'immigrazione e la libertà di circolazione che ha in agenda una particolare attenzione alla questione che riguarda i Rom: a tale riunione, infatti, la Francia ha invitato Germania, Italia, Regno Unito, Spagna, Canada, Grecia, Belgio e Stati Uniti, ma non sono stati invitati gli altri Stati membri dell'Unione.

A queste situazioni e in particolare all'operazione di espulsione del governo francese, il Parlamento risponde invitando la Francia a sospendere ogni azione di espulsione e osservando, fra le altre cose:

  • la mancanza di mezzi economici non può in nessun caso giustificare l'espulsione automatica di cittadini dell'Unione europea (direttiva europea 2004/38/CE);

  • le limitazioni della libertà di circolazione e di soggiorno per motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza e di sanità pubblica possono essere imposte esclusivamente in relazione al comportamento personale e non in base a considerazioni generali di prevenzione o all'origine etnica o nazionale;

  • la raccolta delle impronte digitali dei Rom espulsi è illegale e contraria alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea (articolo 21, paragrafi 1 e 2), ai trattati e al diritto dell'Unione, e costituisce una discriminazione fondata sull'origine etnica o nazionale;

  • condanna il ritardo e la limitatezza con cui la Commissione, quale guardiano dei trattati, ha verificato la conformità delle azioni degli Stati membri al diritto europeo;

  • accusa la Commissione di non avere ancora dato via a una strategia europea sulla situazione dei Rom, nonostante sia stata sollecitata a riguardo dal Parlamento Europeo sia nel gennaio 2008 sia nel marzo 2010.

L'eurodeputato laburista britannico Claude Moraes, tra gli autori della risoluzione, ha dichiarato che questa risoluzione “rinnova le pressioni sulla Commissione Europea affinché inizi una azione legale contro le autorità francesi” per avere “colpito i Rom come gruppo etnico”. La Commissione avrebbe il potere di imporre compensazioni ai Rom deportati e anche di portare la Francia alla Corte di Giustizia Europea.


Fonti:

Il comunicato stampa ufficiale, dal sito del Parlamento Europeo: http://www.europarl.europa.eu/news/public/focus_page/008-80686-195-07-29-901-20100714FCS78876-14-07-2010-2010/default_p001c010_en.htm

Il testo della risoluzione in italiano, dal sito del Parlamento Europeo: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P7-TA-2010-0312+0+DOC+XML+V0//IT

“Euro MPs tell France to stop deporting Roma”, BBC News, 09/09/2010: http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-11243923


Ultimo aggiornamento (Sabato 11 Settembre 2010 00:11)

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