Home Mondo Kosovo: premier e autorità kosovari coinvolti in crimini di guerra e traffico d'organi
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L'Unione Europea ha denunciato la situazione delle investigazioni sui crimini da parte di kosovari albanesi nei confronti di serbi e kosovari ritenuti "collaborazionisti" al termine del conflitto tra Serbia e Kosovo nel 1999.
Tra i crimini, che coinvolgerebbero anche Hashim Thaqi, l'attuale primo ministro del Kosovo, ci sarebbe anche il traffico di organi di prigionieri serbi, tenuti in campi di prigionia segreti.


Il 12 dicembre 2010, Dick Marty, europarlamentare svizzero facente parte della Commissione dei Diritti dell'Uomo dell'Unione Europea, ha presentato un rapporto preliminare compilato dalla stessa e in attesa di approvazione.
Il precedente Pubblico Ministero presso il Tribunale Internazionale sui crimini nella ex-Jugoslavia (ICTY), Carla del Ponte, ha denunciato come diversi crimini condotti in Kosovo dall'Armata di Liberazione del Kosovo (KLA) contro cittadini serbi kosovari siano non solo rimasti impuniti, ma non sono neanche stati oggetto di indagine. Tra questi crimini si parla addirittura di traffico d'organi, che coinvolgerebbero l'attuale premier kosovaro Hashim Thaqi.
A seguito della denuncia, sono iniziate investigazioni che hanno dimostrato come kosovari di etnia serba e albanese sono stati tenuti prigionieri dalla KLA, “soggetti a trattamenti inumani e degradanti prima di essere fatti definitivamente sparire”.
In particolare, nel periodo immediatamente successivo alla fine del conflitto tra Serbia e Kosovo, ad alcuni prigionieri della KLA sono stati rimossi organi da vendere sul mercato nero dei trapianti. Ma è stato ormai accertato che questa attività criminale, iniziata da alcuni capi della KLA legati al mondo del crimine organizzato, è continuata fino a oggi, sebbene in forme diverse.
Le autorità di controllo che operavano nella regione, sia della Nato (KFOR) sia dell'ONU (UNMIK), erano al corrente di fatti e testimonianze che denunciavano questi crimini, ma hanno scelto di ignorarli e di non investigare in tale direzione.
Il principale motivo di ciò è stato il pragmatismo: nelle operazioni contro la Serbia, la NATO si coccupava degli attacchi aerei, mentre le operazioni via terra erano condotte dalla KLA; e alla fine del conflitto la NATO si appoggiò alla KLA per garantire una forma di controllo del territorio, preferendo chiudere un occhio (o anche tutti e due) sui coinvolgimenti dei suoi membri in attività di tipo criminoso, e sulle rappresaglie condotte dalla KLA sulla popolazione serba e su quella albanese ritenuta “collaborazionista”.
Le investigazioni attualmente sono condotte dall'EULEX (European Union Rule of Law Mission in Kosovo), la missione in Kosovo dell'Unione Europea, che dalla fine del 2008 ha preso il posto nel settore della giustizia dell'UNMIK (la missione dell'ONU in Kosovo).
Sin dal suo arrivo in Kosovo, l'EULEX ha constatato come nessuna investigazione seria fosse stata condotta sui legami tra i capi della KLA e la criminalità organizzata. Anche lo stato di Albania non ha collaborato nell'investigazione delle denunce di presenza di campi di prigionia segreti tenuti dalla KLA in territorio albanese. Ciononostante, l'esistenza di questi campi è stata accertata.
Il documento ribadisce un principio che dovrebbe essere fondamentale:
There cannot and must not be one justice for the winners and another for the losers. Whenever a conflict has occurred, all criminals must be prosecuted and held responsible for their illegal acts, whichever side they belonged to and irrespective of the political role they took on.
Le autorità serbe hanno collaborato alle investigazioni internazionali, contribuendo alla liberazione di prigionieri e alla scoperta e identificazione di cadaveri, mentre Albania e Kosovo sono stati del tutto ostili ad esse. L'Albania, in particolare, non ha permesso di cercare alcun cimitero o fossa comune sul proprio territorio.

FONTE:
Il report è: Inhuman treatment of people and illicit trafficking in human organs in Kosovo, AS/Jur (2010) 46, 12 December 2010, Ajdoc46 2010, Committee on Legal Affairs and Human Rights, Rapporteur: Mr Dick Marty, Switzerland, Alliance of Liberals and Democrats for Europe

Ultimo aggiornamento (Giovedì 16 Dicembre 2010 01:34)

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