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Nel 2005, trenta paesi "ricchi" hanno promesso di aumentare la propria quota di aiuti per i paesi sottosviluppati. Si sono autoimposti una quota del PIL da donare annualmente entro il 2010. E naturalmente molti di questi stati, in particolare europei, come l'Italia, non hanno raggiunto gli obiettivi prefissati. Perché promettere ai convegni internazionali è facile, ma tirare fuori i soldi molto, molto più difficile.
Pubblicato il 24 febbraio 2010 alle 11:30.
Forse non tutti sono al corrente dell'esistenza dell'OECD, ovvero la Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. Si tratta di una organizzazione internazionale costituita da trenta stati membri, tra cui numerosi stati dell'Unione Europea (Italia, Gran Bretagna, Francia, Germania e altri), la Norvegia, la Svizzera, gli Stati Uniti, il Canada, l'Australia, la Nuova Zelanda e il Giappone.
L'organizzazione ha fra i suoi compiti principali quello di stabilire e controllare il flusso di aiuti economici provenienti dai paesi ricchi verso i paesi poveri.
In questo senso, l'OECD ha denunciato, in data 17 febbraio 2010, lo stato attuale dei pagamenti provenienti dai paesi ricchi, rispetto alle promesse fatte nel 2005. I membri dell'Unione Europea che fanno parte dell'OECD hanno infatti promesso di destinare lo 0,51% del proprio PIL alle esigenze dell'OECD entro il 2010. I dati in possesso dell'OECD su quanto abbiano effettivamente versato mostra che molti paesi verranno quasi sicuramente meno alla loro promessa (difficile che in pochi mesi e in mezzo alla crisi economica possano compensare anni di aiuti non dati). Nella tabella seguente abbiamo sottolineato in grassetto gli stati che, secondo le stime attuali, dovrebbero adempire agli obblighi che si sono imposti nel 2005 (qui la tabella completa presso il sito dell'OECD):
| percentuale % 2004 donata | percentuale % 2010 promessa 2005 | percentuale % 2010 stima 02/2010 | |
| Austria | 0,23% | 0,51% | 0,37% |
| Belgio | 0,41 | 0,70 | 0,70 |
| Danimarca | 0,85 | 0,80 | 0,83 |
| Finlandia | 0,37 | 0,70 | 0,55 |
| Francia | 0,41 | 0,61 | 0,46 |
| Germania | 0,28 | 0,51 | 0,40 |
| Grecia | 0,16 | 0,51 | 0,21 |
| Irlanda | 0,39 | 0,60 | 0,52 |
| Italia | 0,15 | 0,51 | 0,20 |
| Lussemburgo | 0,79 | 1,00 | 1,00 |
| Paesi Bassi | 0,73 | 0,80 | 0,80 |
| Portogallo | 0,63 | 0,51 | 0,34 |
| Spagna | 0,24 | 0,59 | 0,51 |
| Svezia | 0,78 | 1,00 | 1,03 |
| Regno Unito | 0,36 | 0,59 | 0,56 |
| Australia | 0,25 | 0,36 | 0,35 |
| Canada | 0,27 | 0,33 | 0,33 |
| Giappone | 0,19 | 0,22 | 0,20 |
| Nuova Zelanda | 0,23 | 0,28 | 0,34 |
| Norvegia | 0,87 | 1,00 | 1,00 |
| Svizzera | 0,40 | 0,41 | 0,47 |
| Stati Uniti | 0,17 | 0,18 | 0,20 |
Nota: le cifre sono fornite in dollari secondo il valore del dollaro nel 2004, e si riferiscono agli aiuti netti forniti.
Si deve notare che vi è ovviamente differenza nel modo di valutare l'operato degli stati, sia per quel che riguarda chi riuscirà a raggiungere la quota fissata, sia per quelli che non lo faranno: il fatto che gli Stati Uniti siano riusciti a superare la loro "promessa" di aumentare le proprie donazioni dello 0,01% del PIL non è certo altrettanto significativo del +0,27% dela Spagna che pure mancherà la quota promessa di quasi lo 0,1%.
Si osservi infine che, a causa delle mancate donazioni, per esempio, all'Africa giungeranno solo 12 miliardi di dollari invece dei 25 miliardi previsti nel 2005.
Fonti:
http://www.oecd.org/pages/0,3417,en_36734052_36761800_1_1_1_1_1,00.html L'OECD e i suoi stati membri, dal sito ufficiale dell'organizzazione.
http://www.oecd.org/document/20/0,3343,en_2649_34447_44617556_1_1_1_37413,00.html Il comunicato ufficiale dell'OECD del 17 febbraio.
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Ultimo aggiornamento (Giovedì 25 Febbraio 2010 02:27)


