Home Mondo Sarkozy (e l'Europa?) all'attacco di rom e giostrai
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Grandi polemiche in Francia per la decisione di Nicholas Sarkozy e del governo francese di mettere una stretta alle comunità nomadi a seguito di un episodio di violenza avvenuto il 18 luglio nel paese di Saint Aignan, nella Loira. E le polemiche rimbalzano in Europa, coinvolgendo altri stati nell'accusa di cavalcare uno strisciante razzismo nei confronti in particolare dei rom e la politica ai più alti livelli dell'Unione, considerata indifferente alle loro sorti. Riviviamo la vicenda a partire dal casus belli che ha scatenato l'offensiva di Sarkozy.

Il 18 luglio, a Saint Aignan, un nomade francese di 22 anni, Luigi Duquenet, sospettato di furto, viene ucciso dalla polizia dopo che non si è fermato a un posto di blocco. A seguito della sua morte, dozzine di nomadi si erano riversati nella cittadina, dove avevano bruciato macchine, abbattuto alberi e assaltato la stazione di polizia. La famiglia del giovane sostiene che Duquenet avesse accelerato per paura di essere fermato senza patente, e che non avesse nulla a che fare col furto.

In seguito all'avvenimento, il Presidente francese Nicholas Sarkozy decide di convocare un vertice che si occupi del problema posto dalle comunità nomadi, preannunciando norme draconiane. Forti reazioni vengono dal mondo nomade: il presidente dell'UFAT (Unione Francese delle Associazioni Tzigane) dichiara di prendere le parole di Sarkozy come "una dichiarazione di guerra".

Il 29 luglio, a seguito di un vertice di governo, Sarkozy annuncia, per bocca del Ministro degli Interni Brice Hortefeux, che trecento campi nomadi, tutti illegali, saranno smantellati entro tre mesi. Tutti i clandestini trovati nei campi verranno immediatamente rimpatriati. E' stato anche annunciato che saranno studiati provvedimenti legislativi per rendere più facile l'espulsione di nomadi illegalmente in Francia. Non è dato sapere se si tratterà di un provvedimento "ad personas" o una più generica norma che copra certe situazioni illegali.

Secondo Laurent el Ghozi, presidente della Federazione Francese delle Associazioni per la Difesa dei Rom e della Gens du Voyage (FNASAT), le norme varate, oltre a essere ingiuste, colpiranno soprattutto la comunità rom, segnale di una confusione che regna all'interno del governo sulla differenza presente fra le due etnie. I rom sono perlopiù cittadini dell'Unione Europea, provenienti al 95% da Romania e Bulgaria - secondo le attuali norme, essi possono viaggiare liberamente sul suolo francese, ma non possono ottenere residenza e lavoro senza un permesso di soggiorno. La gens du voyage, termine coniato dalle autorità francesi nel 1969, è invece costituita da nomadi di cittadinanza francese, ed era proprio alla gens du voyage che appartenevano Luigi Duquenet e i rivoltosi di Saint Aignan: "Il fatto che le autorità se la prendano con i rom in seguito a fatti che hanno coinvolto una comunità che con i rom non c’entra proprio niente da l’idea della confusione totale che sta regnando a Parigi".

La prevista espulsione di numerosi rom ha suscitato l'allarme dell'assessore alla polizia municipale di Torino, Domenico Mangone. Mangone ha infatti scritto al Presidente della Regione Roberto Cota, al Prefetto Paolo Padoin e ad Antonio Saitta, chiedendo un rafforzamento dei controlli nell'ottica di una tutela degli abitanti di Torino e anche delle comunità rom con le quali l'afflusso di espulsi potrebbe compromettere "il delicato equilibrio che si sta faticosamente costruendo e raggiungendo, con gli sforzi recenti e degli anni scorsi, per il monitoraggio e l’integrazione della popolazione rom". Insomma, per Mangone "le minacce di espulsione di migliaia di nomadi irregolari o abusivi dal territorio transalpino e i progetti di integrazione riservati solo ai soggetti integrabili socialmente potrebbero avere importanti e spiacevoli ripercussioni sul nostro territorio". Per Mangone, il rischio che uno scaricabarile tra paesi europei possa scatenare una situazione esplosiva è concreto, e deve essere risolto all'interno delle politiche comunitarie.

Numerose sono le accuse portate dalle organizzazioni umanitarie a riguardo; il Guardian cita un elenco di atti di discriminazione ai danni delle comunità rom:

* il governo svedese avrebbe espulso rom in violazione sia delle leggi europei sia di quelle svedesi;

* in Belgio, 700 rom sono stati cacciati fuori dalle Fiandre e costretti a ristabilirsi in Vallonia;

* la Germania si sta accingendo a rimpatriare migliaia di rom kosovari, fra i quali giovani e bambini, molti dei quali, essendo nati, vissuti e cresciuti in Germania, non parlano né serbo né albanese;

e include anche nell'elenco le politiche di espulsione del governo italiano e il diffuso razzismo subito dai rom in stati come la Czechia, l'Ungheria, la Slovacchia, la Romania e la Bulgaria. Amnesty International, in particolare, accusa l'Unione Europea di chiudere un occhio su una palese violazione di diritti umani che sta avvenendo ormai su tutto il suo territorio.

A quanto annunciato, il 19 agosto hanno preso comunque il via i rimpatri: i primi a partire sarebbero 79 nomadi colpevoli di reati o irregolari; in tutto, entro fine settembre, in Bulgaria e Romania dovrebbero tornare circa 700 rom. Secondo il ministro Hortefeux, al 18 agosto cinquantuno campi erano già stati smantellati. Hortefeux afferma anche che tutti coloro che sono rimpatriati stanno andandosene su "base volontaria" (anche se non spiega in che senso) e con un "premio" di 300 euro per gli adulti e 100 euro i bambini.

L'attivista umanitario bulgaro Krassimir Kanev, in compenso, sottolinea l'assurdità dell'espulsione fra stati dell'Unione Europea, dato che tutti coloro che sono stati espulsi potranno, tornare immediatamente in Francia, legalmente per un tempo fino a tre mesi, senza necessitare di residenza, visti e ragioni di studio o lavoro.

Anche le Nazioni Unite si sono dette preoccupate dalla piega che stanno prendendo le cose in Francia, non solo per le deportazioni e i rimpatri ma anche per l'aumento del livello di razzismo e intolleranza nei discorsi dei politici del governo.


FONTI:

http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-10681796 Troops patrol French village of Saint-Aignan after riot, 19 luglio 2010

http://www.ilsecoloxix.it/p/mondo/2010/07/26/AM1FB9tD-dichiarato_francesi_sarkozy.shtml I rom francesi: Sarkozy ci ha dichiarato guerra, Il Secolo XIX, 26 luglio 2010

http://www.guardian.co.uk/world/2010/jul/27/france-nicolas-sarkozy-roma-gypsy Nicolas Sarkozy gets tough on France's itinerant groups, 27 luglio 2010

http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-10798440 France to shut illegal Roma camps and deport migrants, BBC News, 29 luglio 2010

http://www.vita.it/news/view/105986 Francia. Sarkozy in marcia contro i Rom, Vita.it, 30 luglio 2010

http://www.guardian.co.uk/world/2010/jul/30/european-union-roma-human-rights EU turning blind eye to discrimination against Roma, say human rights groups, Guardian, 30 luglio 2010

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/294562/ Città a rischio per l'esodo dei rom dalla Francia, la Stampa, 8 agosto 2010

http://www.repubblica.it/esteri/2010/08/18/news/francia-rom-6357416/ Sarkozy dà il via ai rimpatri dei rom. La Ue: "Parigi rispetti diritti cittadini", la Repubblica, 18 agosto 2010

Ultimo aggiornamento (Sabato 28 Agosto 2010 16:48)

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