Home Mondo Svizzeri al referendum contro gli immigrati
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Ieri, in Svizzera, il 52.9% degli elettori ha detto SI al referendum proposto dal partito di destra UdC (il primo partito svizzero, con oltre 1/4 dei consensi) sull'espulsione per gli stranieri che si siano macchiati di "certi reati".

In quei "certi reati" sono compresi sia alcuni gravissimi crimini (narcotraffico, omicidio, stupro), sia abusi dei servizi sociali.
Ad esempio, chi compie lavoretti in nero per arrotondare uno stipendio -o perché il datore di lavoro non vuole pagare i contributi-, verrà espulso dal paese: dai 5 ai 15 anni la prima volta, 20 anni in caso di recidiva.



Qui il dossier sulla proposta di legge (Art. 121 cpv. 3–6 Cost. federale) dal sito del parlamento elvetico. Favorevoli, oltre che l'UdC, anche l'UdF e la Lega dei Ticinesi, del tutto equivalente per storia e contenuti alla lega lombarda-lega nord (qui il sito).

Il provvedimento riguarderà anche la seconda generazione di immigrati, ovvero i figli di immigrati nati in Svizzera e svizzeri a tutti gli effetti.

Tale legge verrà applicata anche ai cittadini europei e, come ha sottolineato Amnesty International, non vi sarà alcuna differenza in caso di cittadini di paesi in cui vige la pena di morte ed è diffuso l'uso della tortura.

Si tratta dunque di una legge che discrimina i cittadini in base alla razza.

Contemporaneamente si è svolto il referendum, proposto dai socialisti, per introdurre una "imposte eque", ovvero un'aliquota minima nazionale per redditi e patrimoni elevati: l'obiettivo era sia di aumentare la tassazione per i ricchi, sia di ridurre la concorrenza fiscale dei cantoni (qui il dossier).

Questo referendum è stato bocciato con il 58.5% di no.

Analogamente ad 1 anno fa, quando passò la proposta di vietare la costruzione di nuovi minareti oltre ai 4 già esistenti (Sì al 57.5%, qui il dossier), ma non quella di vietare l'esportazione di armi (No al 68.2%, qui il dossier).

Sia quest'anno che un anno fa, le leggi xenofobe sono passate a larga maggioranza nei cantoni di lingua tedesca (ad eccezione di Basilea città), nel Ticino e nel vallese, mentre sono stati respinti nei cantoni di lingua francese e negli altri cantoni romanci.
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