Antonio Di Pietro accoglie con entusiasmo nelle fila dell'Italia dei Valori l'ex-capogruppo leghista Alessandro Cè. Un nuovo caso De Gregorio in vista? O solo un altro atto della faida che contrappone le vecchie e le nuove leve del partito? Lo ha ribadito ancora una volta circa due settimane fa, al programma "Fatto del giorno" su Raidue. E' lo stesso concetto espresso senza sfumature negli ultimi 3 anni: "Una cosa è l'errore, altra cosa è il dolo, candidare De Gregorio è stato un errore della madonna".
A questa dura autocritica, espressa ripetutamente senza sfumature nel corso degli ultimi tre anni, si affiancò a suo tempo, dopo il blitz di De Gregorio con il centrodestra in Senato per farsi eleggere Presidente della Commissione Difesa e dopo il suo addio all'IDV, un durissimo attacco al politico "voltagabbana" sempre dal suo ex-leader Antonio Di Pietro, che non ebbe troppe difficoltà a definirlo "un Giuda".

La candidatura di Sergio De Gregorio come capolista in Campania per il Senato nel 2006, nonostante il suo allora recentissimo passato in Forza Italia, fu, a detta dello stesso Di Pietro, un errore di una gravità senza precedenti. Che mai più sarebbe stato ripetuto.

La famosa differenza tra errore e dolo.

Appena 6 giorni dopo la sua presenza al programma pomeridiano di Raidue, il giornale telematico quiBrescia riferiva dell'ultimo acquisto politico dell'Italia dei Valori in Lombardia, un acquisto voluto e difeso dallo stesso Antonio Di Pietro in vista delle prossime regionali.

Pochi giorni dopo la notizia viene confermata dal Corriere della Sera e da La Stampa, relegata ai margini di una diatriba tutta interna all'IDV, lacerata dallo scontro continuo tra i "movimentisti/idealisti" alla De Magistris e ai "realisti/politicisti" alla Donadi, a cui vanno ad aggiungersi le fuoriuscite di Pisicchio, Astorre ed altri parlamentari ancora sull'uscio.

Per le elezioni lombarde del prossimo marzo, correrà sotto le insegne del gabbiano arcobaleno l'ex capogruppo della Lega Nord a Montecitorio Alessandro Cè.

A difesa di questa ennesima scelta poco rassicurante per gli elettori, il leader-maximo dell'IDV chiama in causa la rottura di Alessandro Cè con la sua parte politica e la divergenza con il centrodestra sulla questione "sanità". Motivazioni sufficienti per Di Pietro per tentare questo nuovo rischiosissimo azzardo.

Su cosa si fondi questo consistente rischio di passare "dall'errore al dolo" sono le stesse dichiarazioni di Alessandro Cè a spiegarlo.

"Come fanno a definirsi cattolici quando poi votano favorevolmente provvedimenti come quello che prevede la fecondazione eterologa?"
3 giugno 1998 (sull'apertura del CCD al riconoscimento della fecondazione eterologa)

"Come è possibile che proprio dalle tv di Berlusconi, in un momento tanto delicato, sotto la maschera della satira partano attacchi politici durissimi a Bossi, alla Lega e all' idea di Padania?"
12 marzo 2002 (interpellanza parlamentare sulla battuta della Gialappa's su Bossi definito ironicamente "Europirla").

"Va bene l' inno prima delle sedute, ma quello padano".
25 settembre 2002 (sulla decisione del Consiglio Regionale del Lazio di aprire tutte le sedute con l'Inno italiano)

"Bisogna imporre riforme che sanzionino quelle parti della magistratura che si comportano come vere fazioni politiche".
29 gennaio 2003 (sulla decisione della Corte di Cassazione di respingere la richiesta del legittimo sospetto per i processi Imi-Sir e Lodo Mondadori)

"Dalle prove raccolte sembra ormai certo il sostegno di Saddam Hussein al terrorismo, la sua collaborazione con Al Qaeda, il finanziamento dei kamikaze e della jihad islamica. Non ci sfuggono, peraltro, ulteriori motivazioni che spingono verso la guerra. Diventa determinante riuscire ad avere maggiore controllo o, perlomeno, maggiore capacità di contrattazione con i paesi possessori di materie prime fondamentali per la crescita economica".
6 febbraio 2003 (dichiarazione d'appoggio presso la Camera dei deputati alla missione militare in Iraq)

"Chi è eletto dal popolo deve essere giudicato dal popolo, non da una magistratura politicizzata".
12 marzo 2003 (sulla decisione di appoggiare la proposta di legge del Lodo Schifani)

Cé fa formale richiesta di estendere il Lodo Schifani a tutti i membri del governo, non solo al Presidente del Consiglio
15 maggio 2003

"Non vogliamo oggi meridionali e apolidi nell'esercito; domani avremmo gli extracomunitari".
6 novembre 2003

"Le toghe, sostenute da un' ideologia sessantottina, sono più severe con chi si difende piuttosto che con ladri e rapinatori".
22 aprile 2004 (sulla proposta di legge che allarga le condizioni per la non punibilità dell'omicidio per "legittima difesa")
  • punzy
    [Non vogliamo oggi meridionali e apolidi nell'esercito; domani avremmo gli extracomunitari".
    lo dicevo sempre pure io; ammazziamoli da piccoli questi padani che domani ci diventano xenofobi
  • ventopiumoso  - eh!
    sì saputo, vai avanti tu che a me scappa da ridere..
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